La pressione sui margini e gli orientamenti sociali spingono verso investimenti sul fronte dell’automazione, incoraggiati anche dai recenti incentivi agli ammortamenti, e in rapporto al risparmio energetico. Largo Consumo, in collaborazione con INTRALOGISTICA ITALIA, ha voluto approfondire la riflessione sulle sfide che questi sviluppi finiscono per porre alla logistica interna, riunendo il proprio advisory board e organizzando un forum che ha avuto sede ad Arese il 21 marzo scorso, con il coinvolgimento di esponenti delle associazioni di categoria insieme ad amministratori e responsabili delle operations, della supply chain, del marketing e delle vendite.
Il dibattito che ne è scaturito è stato coordinato da Armando Garosci, giornalista della rivista, nel ruolo di animatore e moderatore.

AUTOMHA: collaborare col cliente per fornire le tecnologie più adatte

Roberta Togni, group general counsel di Automha, azienda bergamasca che da 40 anni propone magazzini automatici e da quindici, con un livello di ingegnerizzazione pionieristica, vi integra le nuove tecnologie con satelliti semi-automatici e automatici, ha parlato del rapporto con i clienti, oggi molto attenti ai trend che stanno cambiando l’intralogistica.
Di fronte alla rivoluzione indotta dalla digitalizzazione dei processi di vendita/acquisto e dalla multicanalità, per chi opera nel settore non è stato difficile comprendere i potenziali vantaggi dell’applicazione di tecnologia e automazione in magazzino. In Italia, inoltre, gli incentivi fiscali hanno sensibilizzato ulteriormente le aziende, facendo crescere gli investimenti in automazione.

La rivoluzione digitale ha fatto emergere nuove competenze e nuovi provider specializzati. Il provider ha il ruolo chiave di collegare l’offerta aziendale e l’idea di un cliente non sempre consapevole delle sue reali necessità e che va accompagnato con professionalità verso la scelta più strategica per sé. Le aziende italiane richiedono soprattutto migliori prestazioni e organizzazione dei propri flussi logistici. Per questo le soluzioni non devono essere solo le migliori in termini di costi/benefici, ma anche primeggiare nella capacità delle macchine di comunicare tempestivamente tra loro e con i gestionali software che governano le attività.

È basilare far sapere al cliente che non sempre la soluzione è un importante investimento in automazione “completa”. È fondamentale, infine, affiancare l’inserimento delle nuove tecnologie in azienda con percorsi di formazione ad hoc e prevedere un continuo coinvolgimento delle persone. Naturalmente aiuta, come si impegna a fare Automha, costruire interfacce uomo-macchina sempre più “user friendly”.

La sua logica è quella del Lego: sistemi modulari ai quali è possibile aggiungere elementi quali baie, elevatori, macchine cosiddette “satelliti” e relativi “veicoli madre”, sempre tenendo conto dei vincoli strutturali e/o di costo.

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