Il rifornimento di carburante per il funzionamento dei carrelli elevatori durante un periodo contrattuale tipico può arrivare a costare migliaia di euro. Ma si può arrivare anche a cifre più alte. Recenti studi hanno rilevato una differenza di consumo di carburante piuttosto alta fra i diversi produttori, a dimostrazione che la possibilità di risparmiare acquisendo il carrello elevatore più adatto è una realtà tangibile.

Al momento dell’acquisto di un nuovo carrello elevatore, la voce relativa al costo del carburante viene spesso trascurata, confusa fra i vari dati riportati sulle schede tecniche VDI del produttore. In alcuni casi è possibile che il valore corrispondente al consumo del carburante non venga neppure indicato.

Test sul consumo di carburante
Il valore per il consumo di carburante normalmente riportato sulle schede tecniche dei carrelli elevatori è VDI 60. Il dato significa che il carrello ha eseguito un ‘ciclo di lavoro’ basato sul ciclo di test VDI2198, moderando attentamente la velocità in modo da completare il ciclo 60 volte nel giro di 60 minuti. In tal modo si misura, quindi, il consumo di carburante in un’ora.
La sigla VDI sta per ‘Verband Deutscher Ingenieure’ (Associazione degli Ingegneri Tedeschi), e corrisponde allo standard accettato per la comparazione del consumo di carburante fra diversi carrelli elevatori. In ogni caso, nella pratica, la modalità con cui il carrello elevatore viene adoperato, e in particolar modo la tipologia di guida dell’operatore, può costituire una differenza ancora maggiore.
Il carrello elevatore che viene testato avanza fino alla posizione ‘A’, solleva fino a 2 metri di altezza il suo carico nominale, quindi fa inversione fino alla posizione ‘B’, distante circa 30 metri. Qui effettua nuovamente il sollevamento del carico fino a 2 metri, dopodiché inverte la marcia fino alla sua posizione iniziale.

Come calcolare il costo e cercare di risparmiare?
In primis occorre rilevare il valore del consumo di carburante riportato sulla scheda tecnica del carrello elevatore, moltiplicare tale cifra per il costo del litro di carburante diesel o del chilo di GPL, poi fare una stima di quante ore al giorno il carrello elevatore viene usato (per esempio il 60 per cento di un turno di 8 ore = 4,8 ore). E ancora moltiplicare per il numero di turni effettuati in un anno (per esempio 260), e infine moltiplicare per il numero di anni contrattuali (per esempio 5).
I valori calcolati in base a un tipico periodo di cinque anni contrattuali dimostrano che un carrello elevatore efficiente può far risparmiare al suo operatore all’incirca 15 mila euro di carburante, se confrontato al modello che offre prestazioni peggiori in tal senso, e sempre utilizzando gli attuali costi del carburante, destinati sicuramente a salire.

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