“Da oggi anche i ‘riders’, cioè quei fattorini che con biciclette, scooter e motocicli, portano nelle case merci acquistate per lo più on line, hanno il loro riconoscimento contrattuale peraltro già previsto, ma solo adesso articolato, nel contratto nazionale di lavoro della Logistica, Trasporti Merci e Spedizioni”. A darne notizia, con un comunicato stampa congiunto, sono le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti e le associazioni datoriali del settore.

La figura del rider è stata introdotta per la prima volta nel rinnovo del Ccnl datato 3 dicembre 2017; tuttavia la stesura dell’articolato si è conclusa soltanto mercoledì 18 luglio scorso. Come chiariscono i sindacati nella nota congiunta, “in questi mesi abbiamo valutato attentamente tutti gli elementi e le esigenze emerse dalle parti, per rappresentare al meglio la figura professionale del rider, che ha sfaccettature variegate. Il contratto prevede tutte le tutele -salariali, assicurative e previdenziali- tipiche del rapporto subordinato e quelle contrattuali, come assistenza sanitaria integrativa e bilateralità. I rider sono inquadrati con parametri retributivi creati appositamente. L’orario di lavoro è flessibile e può essere sia full time che part time, con 39 ore settimanali distribuibili in massimo 6 giorni a settimana e con un minimo giornaliero di 2 ore e fino a un massimo di 8, con la possibilità di coniugare la distribuzione urbana delle merci con il lavoro in magazzino. Previsti a carico delle aziende i Dpi (Dispositivi di protezione individuale), come caschi e pettorine catarifrangenti. Infine è istituita la contrattazione di secondo livello”.

“Oggi è un giorno molto importante, perché il contratto Logistica Trasporto merci e Spedizione si afferma quale unico e primo contratto nazionale in Europa che disciplina l’attività dei rider in Italia, riconoscendone anche la natura prettamente di trasporto”  hanno spiegato il segretario generale della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi e quello nazionale Marco Odone, alla firma dello storico accordo. “Finalmente l’attività lavorativa dei rider ha definite tutele e diritti ed è completamente riconducibile al rapporto di lavoro subordinato a cui si applicano tutte le coperture assicurative e previdenziali, previste dalla legge e dal contratto, compresa l’assistenza sanitaria integrativa”, è quanto afferma Giulia Guida, segretaria nazionale della Filt-Cgil.

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