Demand planning, scorte, software di magazzino, automazione, Internet of Things: tutte le applicazioni per una nuova logistica

Le PMI sono chiamate, oggi più che mai, a grandi sfide, le aziende dovranno avvalersi di persone in grado di gestire i cambiamenti che abilitano un nuovo modo di organizzare le attività di produzione globale. Saranno sempre più richieste professionalità di spessore, con abilità critica nella selezione dei processi.

Nell’attesa che le industrie italiane siano finalmente supportate da un Piano industriale di sistema che, partendo dall’oggi, sappia guardare anche al futuro, non si può restare fermi.
Confapi ha in un certo senso anticipato i tempi mettendo in campo, insieme a Federmanager, strumenti contrattuali moderni e innovativi anche in termini di formazione intesa come manutenzione programmata delle competenze e di welfare attivo.

Se da un lato alle industrie e alle imprese è chiesto di fare un salto di qualità, altrettanto si chiede a quelle che si occupano di logistica.
È evidente, infatti, come tutta la supply chain debba essere pensata in termini nuovi, altrimenti si rischia un’esplosione di complessità con costi fuori controllo e l’impossibilità di gestire le richieste del mercato.

Le aree logistiche a maggior impatto sono il magazzino distributivo, la consegna consumer e la logistica di fabbrica.
Scegliere il livello di automazione è condizione necessaria ma non sufficiente per ottenere il miglior risultato in termini di produttività.
Fattore altrettanto determinante è il livello di integrazione e adattamento del software di magazzino con macchine, flussi operativi, sistemi gestionali.

Moduli software non perfettamente integrati possono creare riduzioni nell’efficienza anche del 20­30%.
Le scorte sono, poi, un elemento spesso dimenticato salvo quando manca il prodotto, ma avere sotto controllo sia overstock che understock in funzione degli effettivi movimenti può voler significare risparmi importanti, oltre a tenere monitorati i livelli di obsolescenza.

L’aspetto scorte può essere affrontato in molti modi, dall’analisi di una semplice matrice movimenti⁄giacenza – che indica in quale quadrante il prodotto si trova – a sofisticati modelli di analisi che tengono conto dei consumi e del demand planning.
Anche in questo caso occorre fare scelte consapevoli considerando livello di conoscenze e competenze delle risorse, obiettivi di servizio e disponibilità di investimento.

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