Le “piaghe” della logistica: un problema per tutta l’economia italiana

Il movimento è vita, per ognuno di noi. Ogni giorno entriamo in macchina e andiamo al lavoro, poi torniamo a casa, andiamo a prendere i figli a scuola e al supermercato, o in ospedale, in farmacia, dal medico. 

C’è poi chi lavora in strada, gli agenti di commercio, gli autotrasportatori, chi consegna merce, chi manda avanti aziende e famiglie macinando chilometri giorno dopo giorno.

In questo contesto, come uno sviluppatore di software per la gestione dei trasporti non può creare da zero un programma o un videogioco con un computer obsoleto, o come un idraulico o un muratore o qualunque altro professionista non possono svolgere i propri compiti senza gli attrezzi del mestiere, anche gli autotrasportatori hanno la necessità di portare avanti il proprio lavoro nella migliore condizione possibile

Tutto ciò però non avviene, e per avere una minima idea di quanto il sistema Italia e la carenza di infrastrutture (o la pessima qualità delle stesse) siano deleterie per l’economia del Bel Paese (tra l’altro la seconda manifattura europea e che punta forte sull’export, interno ed esterno ai propri confini), basta snocciolare due cifre: 40 e 34. 

Sono 40 i miliardi di euro che secondo la Siteb(strade italiane e bitumi) servirebbero per riasfaltare tutte le arterie malconce e 34 invece i miliardi l’anno che vengono persi dall’economia italiana per carenze infrastrutturali (parliamo di due punti di Pil).

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