Le indagini emerse con la pubblicazione del Libro Bianco disegnano uno scenario a varie tinte per il settore italiano delle gru mobili. Il comparto dei produttori italiani è concentrato sostanzialmente nel nord del Paese, e i dati raccolti indicano che gli sbocchi di riferimento sono in prevalenza esteri.

L’offerta italiana è apprezzata in Europa (39% dell’export) e in Asia (dove giunge il 23% della produzione tricolore). Di minore impatto sono i risultati fatti registrare sullo scenario economico del Nordamerica, mentre in rialzo appaiono le performance dell’industria italiana nei Paesi in via di sviluppo.

Alla data del 2015, il valore mondiale delle importazioni per il comparto ammontava a 3,173 miliardi di dollari, un sesto dei quali veniva assorbito dal mercato statunitense. Nella “top five” dei mercati di importazione delle gru mobili figuravano poi, a significativa distanza, Regno Unito, Paesi Bassi, Canada ed Emirati Arabi Uniti.

Con riferimento al mercato statunitense, è da sottolineare l’enorme distanza che separa il valore delle esportazioni fatte registrare dall’industria tedesca (che con 369 milioni di $ copre i tre quinti della domanda statunitense) e l’analogo dato prodotto dall’industria italiana, ferma a poco più di 6 milioni di euro. Pur con questo valore relativamente modesto, il nostro Paese risulta il quinto esportatore in ordine di grandezza verso gli USA.

 

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