La novità si annuncia da lontano: la sede della STILL a Lainate, nei pressi di Milano, propone quale unico brand, sulla facciata, il solo marchio STILL. La gloriosa e storica insegna OM non c’è più. Resta nella memoria e nel cuore dei nostalgici, ma il colosso internazionale con headquarter ad Amburgo (Germania) e 286 sedi nel mondo cambia pelle, almeno nel nostro Paese. La decisione è la naturale conclusione di un processo di fusione iniziato molto tempo fa: “STILL, ovunque nel mondo, è riconosciuto come un marchio premium – dice Angelo Zanotti, Amministratore Delegato di STILL in Italia, da trent’anni in azienda – un marchio che rappresenta l’eccellenza in termini di qualità, tecnologia, innovazione e livello di servizio. Questi sono i valori su cui costruire il nostro futuro”.

Angelo Zanotti | Amministratore Delegato di STILL Italia

Una scelta che viene da lontano

Sono dieci anni che il Gruppo lavorava sottotraccia per raggiungere questo traguardo. “Viviamo in un mercato molto aggressivo – chiosa Loreno Leri, Head of Marketing di STILL in Italia – che da tempo ha scelto di puntare su qualità ed eccellenza. STILL risponde in pieno a questa esigenza, riconosciuto da sempre come un brand premium senza compromessi. Ecco perché le nostre macchine, da oggi, sono e saranno riconoscibili dal solo marchio STILL”.

Viene da chiedersi che fine possa fare quel segmento di clientela abituato ad un’offerta value, offerta che, per anni, è stata rappresentata nella Penisola dal marchio OM: “i valori incarnati da STILL rappresentano la prima scelta per tantissimi nostri clienti – spiega Leri – ma siamo consapevoli di un mercato fatto anche di utilizzatori alla ricerca di una soluzione value: per questi clienti la soluzione ideale sono certamente i carrelli rigenerati nel nostro ReQuality Center, che coniugano la qualità STILL e costi competitivi”.

Le ultime tappe

Loreno Leri e Romina PorroBen si comprende, quindi, come le decisioni attuali siano figlie di una storia almeno decennale di cui l’ultima tappa è rappresentata dall’inaugurazione, nel 2017, del ReQuality Center. Centro di eccellenza per la rigenerazione dei carrelli che tornano in azienda dopo noleggi a breve o lungo termine, il  ReQuality Center (vedi: “Il ReQuality Center di OM STILL” – Il Giornale della Logistica – ottobre 2018 – NdR), nasce con l’ambizione di superare il concetto di carrello usato: “L’importante – conclude Leri – è garantire all’utilizzatore finale una scelta su misura delle sue necessità, al top di gamma, tale da garantire il massimo del servizio e dell’assistenza ed un rapido ritorno dell’investimento”. “Il minimo comune denominatore, che si parli di mezzi nuovi, a noleggio oppure di usati rigenerati – spiega Romina Porro, Communication Manager di STILL in Italia – è la centralità del cliente, la capacità di garantire un prodotto su misura, sicuro e affidabile”.

In un mercato sempre più competitivo, il marchio STILL è chiamato a fare la differenza: “negli anni STILL – dice Leri – ha saputo posizionarsi in modo completo trasmettendo un’immagine di eccellenza, di capacità innovativa e di elevati standard di servizio”. Da qui il ruolo premiante attribuito al doppio canale, le filiali e la rete dei dealer, “dove l’asset più importante è la qualità delle persone” – sostiene Leri. Da qui l’attenzione che il gruppo dedica da un lato al rapporto con i concessionari, dall’altro a ricerca, formazione e motivazione del personale interno: “Solo uomini e donne preparate e motivate sono in grado di garantire il massimo al cliente, agli stakeholder e alle comunità locali. Crediamo a tal punto a tale pre-condizione da generare, per tutti i nostri dipendenti, percorsi di crescita personalizzati. Sono loro, i dipendenti, i primi ambasciatori di un’impresa”.

I plus intrinseci

“Molte delle persone che lavorano per STILL in Italia, a partire dal suo amministratore delegato – spiega a sua volta Porro -, vengono dal mondo OM, una realtà storicamente caratterizzata dalla cultura dell’attenzione verso il cliente”.
È grazie a questa cultura dell’attenzione e ad un contestuale, forte presidio territoriale che la quota di mercato detenuta in Italia da STILL “è quasi il doppio di quanto avviene in altri paragonabili mercati europei” – dice Leri.

Anche le nuove e più recenti dinamiche di mercato valorizzano tali scelte perché, negli anni, è cresciuta l’attenzione alla qualità, all’affidabilità, all’ergonomia, al risparmio energetico, alla sicurezza, all’innovazione tecnologica: “sono tutti valori tipici di un marchio premium” – riflette Leri. Scelte che valutano consapevolmente anche un possibile maggior costo di investimento iniziale, a fronte del quale è possibile contare con certezza su costi minori in termini di manutenzioni e fermi macchina per un TCO (Total Cost of Ownership – NdR) infine competitivo: “oggi i decisori hanno poco tempo da dedicare all’analisi. La decisione di acquisto, leasing o noleggio, e di che tipologia di carrello acquistare, è spesso esito del clima di fiducia che si instaura con la filiale o il rivenditore e dal ruolo di consulente che quest’ultimo è chiamato a svolgere”.

Ben si comprende come il board continentale della società, cui era stato esposto a suo tempo il progetto di rebranding, ne abbia immediatamente recepito la valenza positiva: “il top management europeo – spiega Leri – guarda all’Italia con attenzione, fiducia e un pizzico di ammirazione. Non solo perché è uno dei mercati più importanti a livello continentale, ma anche e soprattutto perché abbiamo saputo conquistarci negli anni un’autorevolezza di cui andare orgogliosi.” La stessa autorevolezza che ha indotto i vertici societari ad affidare all’Italia anche la gestione delle operazioni in Spagna e Portogallo.

Una vetrina sul passato

Il nome OM affonda le sue radici alla fine dell’800 quando, il 13 febbraio 1899, nascono le “Officine Meccaniche”. La storia del marchio OM viene però ricondotta al 1917, quando le Officine Meccaniche acquisirono la fabbrica di automobili Züst di Brescia e avviarono la produzione delle leggendarie auto a marchio OM (appunto). Un’attività che si estese alla produzione di autocarri, treni, macchine agricole e che impegnò l’impresa ben oltre il secondo dopoguerra (tutti coloro che hanno superato gli “anta” ricordano senz’altro il mitico “Leoncino”). Venne poi la diversificazione in altri comparti (la produzione del primo carrello elevatore risale al 1951) e infine, dopo varie vicende, la confluenza nel Gruppo Kion (2006) e la nascita di OM STILL. Dal 1 gennaio scorso OM STILL è diventata unicamente STILL. Per i nostalgici che volessero ripercorrere la storia di OM, presso l’headquarter di Lainate è allestito un museo permanente, parte del circuito Museimpresa, accessibile gratuitamente al pubblico su prenotazione.

 

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