Linde parla di Simplexity – un termine del tutto nuovo che nasce dalla fusione di due concetti antitetici: semplicità e complessità.

Linde ha di recente introdotto il concetto di  “Simplexity”, un termine appositamente coniato dal produttore tedesco, che mette insieme due concetti in teoria antitetici: semplicità e complessità. Quello che a prima vista potrebbe sembrare molto difficile da spiegare è in realtà concretamente semplice. Simplexity, infatti, vuol dire semplicemente che Linde si è prefissa l’obiettivo di rendere la vita dei propri partner più facile. «I nostri clienti – ha sottolineato Christophe Lautray, Chief Sales e Services Officer presso Linde Material Handling in un comunicato ufficiale – non devono gestire le complessità. Lo facciamo noi per loro». In altre parole, le richieste complesse dei clienti vengono evase in maniera semplice, veloce ed efficace grazie alle nuove tecnologie e alle nuove partnership che Linde ha stretto anche con altre realtà.

Al concetto di Simplexity ne è stato affiancato un altro rappresentato dallo slogan “The Art of Smart Solutions”, la semplicità nelle cose intelligenti. Il che, al di là dei motti suggestivi e orecchiabili, ha dei risvolti tangibili: significa infatti che una maggiore complessitàdei processi ha senso solo se permette semplicitànelle soluzioni. In altre parole: non ha senso complicarsi la vita se il risultato non è pienamente e immediatamente positivo.

 

Linde | WoMH | Mannheim

Linde, KION, ©Wolf Lux

 

Soluzioni in magazzino

Ed ecco che Linde ha mostrato soluzioni che precorrono i tempi e che eliminano quella fastidiosa componente del super-lavoro: quanto alle operazioni di carico-scarico, tra le novità il transpallet e doppi stoccatori snelli, il trattore elettrico per carichi fino a 1,3 tonnellate, l’app Truck Callcon cui è possibile assegnare attivitàdi trasporto tramite dispositivo mobile. Quanto alla movimentazione e allo stoccaggio delle merci in magazzini verticali, Linde ha proposto i nuovi transpallet con sedile per il conducente e altezza di sollevamento fino a 6,2 metri, dotati di batteria agli ioni di litio e del servizio di assistenza Linde Load Management il quale, attraverso un display, mostra all’operatore i dati di carico principali e adotta misure correttive in caso di errori che pregiudicano la sicurezza.

Ma tra le novità ci sono anche il carrello retrattile automatizzato R-MATIC, testimonial dell’automazione dei flussi di materiale in magazzino, e il carrello combinato dotato di sistema di assistenza Active Stability Control. In pratica, anche in presenza di pavimento sconnesso, anche in situazioni in cui le operazioni devono essere veloci e fluide, il sistema stabilizza il mezzo e l’operatore non è soggetto a fastidiose oscillazioni in quota. A questi si sommino un’altra marea di dispositivi e di soluzioni che rendono la vita in magazzino facile e sicura: il giubbino dell’operatore che dialoga con il carrello e che all’occorrenza si illumina; le telecamere 3D; la geolocalizzazione di carrelli e persone, ossia il Safety Guard: prima ancora che il carrello sia visibile, l’operatore a terra (provvisto di un dispositivo di ricezione) e il conducente del mezzo vengono allertati da un segnale ottico e acustico. Il che, considerando che la sola Germania nel 2016 ha totalizzato circa 30mila incidenti in cui sono stati coinvolti carrelli elevatori, appare non una soluzione futuribile, ma una dotazione urgente. Insomma, per Linde in un mondo in rapida evoluzione la complessità necessita, e può trovare, risposte semplici.

 

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