L’omnicanalità impone una ridefinizione del punto vendita tradizionale e una revisione del processo logistico.
L’Osservatorio Contract Logistics della School of Management del Politecnico di Milano ha cercato di capire come si sta trasformando il negozio nell’era digitale e, per farlo, lo ha chiesto alle aziende committenti di servizi logistici, ricavandone tre direzioni di sviluppo.
Grafico dati

  • Il 34% degli intervistati punta sul modello “Experience Hub”: il punto vendita diventa uno spazio per coinvolgere emotivamente l’utente, così come di scoperta e di prova dei prodotti.
  • Il 41% invece prevede un’evoluzione in termini di “Fulfillment Hub” con un incremento delle capacità logistiche del punto vendita, che diventa luogo in cui ritirare, allestire, evadere l’ordine e ritirare i resi.
  • Infine, il 25% delle aziende punta a soluzioni ibride, in cui il punto vendita è sia punto di contatto con il cliente che struttura logistica coinvolta nell’evasione degli ordini online.

 

L’approccio omnicanale costringe i retailer a sviluppare diversi circuiti logistici per la consegna in grado di adattarsi alle diverse esigenze dei consumatori finali. Compito dei fornitori di servizi logistici è di rendere questi circuiti coerenti con le peculiarità di ogni settore, azienda e prodotto, affinché il servizio sia davvero personalizzato.

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