Le tecnologie di stampa 3D sono sempre più diffuse in ambito industriale, soprattutto per via della loro grande flessibilità. La loro adozione su vasta scala avrà impatti significativi anche in campo logistico…

La definizione di “Stampa 3D” si applica in genere a tutti i processi basati sul cosiddetto “additive manufacturing” – una modalità di produzione in cui ciascun pezzo viene costruito in maniera incrementale, depositando il materiale (plastica, ceramica, metallo) punto per punto, uno strato dopo l’altro. La differenza con i tradizionali processi sottrattivi – stampa o perforazione dal pieno – è sostanziale, e offre ai produttori numerosissimi vantaggi.

Stampa 3D di struttura complessaIl primo e più evidente è forse l’apertura all’impiego di un numero virtualmente infinito di nuovi materiali; ma ciò che rende la stampa 3D particolarmente interessante è il fatto che grazie ad essa si possono realizzare con facilità strutture straordinariamente complesse – che peraltro risultano allo stesso tempo particolarmente leggere e robuste.

E non è tutto: perché i processi di stampa 3D non richiedono l’impiego di stampi – e di conseguenza non impongono modifiche al flusso di lavoro nel passaggio fra prototipizzazione e produzione di massa. Caratteristiche, queste, che abbattono drasticamente i tempi di sviluppo, riducono enormemente i costi di produzione (soprattutto in relazione a piccoli quantitativi) e aprono la strada alla personalizzazione del singolo pezzo.

In un flusso di produzione basato sulla stampa 3D, tutto ciò di cui c’è bisogno è un modello digitale del prodotto finale – e l’impianto per la sua produzione.

Rilocazione della produzione e riduzione delle distanze

Partendo da queste considerazioni, ZF Friedrichshafen ha condotto una prima indagine sull’impatto che l’adozione su vasta scala delle tecnologie di produzione in stampa 3D potrebbe avere sul settore della logistica.
Lo studio mette in evidenza innanzi tutto un dato: i flussi basati sull’additive manufacturing sono molto meno vincolati agli impianti industriali, al punto che la produzione può essere in molti casi trasferita nelle immediate vicinanze dei consumatori finali. Gli scenari applicativi sono innumerevoli, e vanno dal caso degli store dotati di stampanti 3D – che possono produrre in loco i singoli pezzi in logica “on demand” – all’eventualità che vede protagonisti gli stessi fornitori di servizi logistici, che potrebbero stampare in proprio i prodotti ordinati e gestirne la consegna lato cliente. In entrambi i casi, le ricadute sul terreno della logistica si misurerebbero nella drastica riduzione delle distanze e dei costi di stoccaggio.

Rilocazione della produzione dei pezzi di ricambio

Il potenziale della stampa 3D è particolarmente evidente nel settore dei pezzi di ricambio. In una logica di produzione on demand delle singole parti, cade la necessità di mantenere inventari e magazzini di grosse dimensioni – un semplice database di file 3D permetterà di produrre con facilità anche pezzi e modelli non più in produzione – a meno che la licenza non venga trasferita per ragioni di politica industriale, caso in cui i flussi della logistica ricalcheranno i percorsi attualmente in vigore.

3D printing

Secondo alcuni, c’è anche la possibilità che siano gli utenti finali a stampare in proprio – in ambiente domestico – i prodotti che desiderano acquistare: una prospettiva che cancellerebbe di fatto il cosiddetto “ultimo miglio”. Questo scenario è tuttavia di difficile realizzazione, se non altro per il fatto che le stampanti 3D domestiche sono limitate nelle dimensioni e, sotto il profilo squisitamente tecnico, non possono certamente competere con gli impianti specializzati degli operatori industriali.
Alla luce dei dati oggi disponibili, l’unica prospettiva dotata di una certa credibilità è legata alla stampa di piccole parti di ricambio – come componenti di mobili e oggetti di uso comune.

L’elemento decisivo: il rapporto costi-benefici

Per quanto l’attenzione sul tema della produzione con tecnologie additive resti molto alta, è molto difficile stabilire il suo potenziale impatto sul comparto logistico. Quel che è certo è che l’orientamento dei processi produttivi continuerà ad essere guidato dal rapporto costi-benefici.
Oggi, la produzione in stampa 3D di componenti singoli è particolarmente conveniente in presenza di basse tirature – ma se il numero di pezzi sale oltre una certa soglia, le tecnologie di produzione tradizionali tornano ad essere estremamente competitive. Con tutto quel che ne consegue per gli operatori della logistica…

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