Concetti di “local” o “global”, quando si parla di logistica, in realtà seguono un’unica finalità che è comunque la capillarità a livello internazionale. Guerre commerciali, bassa crescita, demografia, tecnologia, trasporti e ambiente: sono tutti macro-temi che sono direttamente collegati con l’attività logistica, così come per la maggior parte delle altre attività commerciali, soprattutto se lavorano su scala mondiale.

A fronte di un trend di lungo periodo che, tra il 1965 e le previsioni al 2024, vede il passaggio dalla crescita alla stasi, il commercio estero resta il motore dell’economia.

Dov’è la ricchezza? Oltre che in Francia, Germania, e Regno Unito, anche in Italia.
L’import /export ha la sua forza nei mercati del Medio Oriente e del Nord Africa, e la crescita riguarda i Paesi della Bulgaria, Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Romania, Turchia e Ucraina. Bassa crescita e turbolenze quali conseguenze avranno sulla supply chain e sulle scelte localizzative nella logistica 4.0?

Una forte selettività si rivelerà essere a favore della qualità e della molteplicità dei servizi offerti dal territorio nelle scelte di insediamento.
In questo scenario, è opportuno porre grande attenzione ai settori, alle merceologie ed alle aree geografiche più dinamiche, cogliendone le opportunità per primi.

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