La Doria (derivati del pomodoro, sughi pronti, succhi e legumi in scatola) punta sullo sviluppo del sito produttivo di Parma. Partendo da una logistica sempre più automatizzata

di Emanuela Stifano

Oggetto di un’interessante quanto recente installazione di automazione di magazzino è lo stabilimento parmense di La Doria, azienda vocata alla produzione di prodotti per la grande distribuzione, tra cui i derivati del pomodoro, i sughi pronti, i succhi e i legumi in scatola. Un’azienda che, nonostante lo sia, si fatica a definire “familiare”. Quotata in borsa oramai da più di dieci anni, grazie a una mirata strategia di acquisizioni e di espansione, oggi si pone ai vertici del panorama dei produttori di private labele si caratterizza per la forte propensione verso l’export: circa l’80% dei prodotti sono esportati in tutto il mondo (Europa, Usa, Cina, Giappone, Australia, ecc..).

Il gruppo La Doria

Il Gruppo attualmente conta sei unità produttive: Faenza – specializzata nelle puree di frutta -, Lavello – specializzata nei derivati dei pomodori – Sarno, Angri, e Fisciano – dove si produce un po’ di tutto, dai legumi ai succhi – e, appunto, Parma, specializzata nella produzione di sughi pronti, sia a marchio privato (il 95% della produzione), sia a marchio aziendale (il restante 5%). Ed è proprio visitando lo stabilimento di Parma, e assaporando la sana operosità che ogni giorno permette di produrre 480mila vasi in vetro di sughi pronti – qui le linee produttive lavorano in continuo, 6 giorni su 7 – che si stenta a credere alla dimensione familiare.
Ma tant’è: La Doria nasce nel 1954 grazie all’intuizione di Diodato Ferraioli e, nonostante negli anni abbia volto lo sguardo all’estero e si sia mossa con il piglio della multinazionale, ha comunque conservato il suo quartier generale ad Angri e ha conservato il carattere “padronale”, sottolineando così l’italianità delle produzioni e l’orgoglio tipico campano.

Stabilimento La Doria

Una partnership vincente

Ma veniamo al nuovo magazzino, frutto del confronto costruttivo tra chi lo ha voluto – proprietà e management di La Doria – e chi lo ha costruito – il team di Swisslog (vedi box). I due partner, dialogando costantemente, sono giunti a una soluzione ottimale sia dal punto di vista della produttività, sia dal punto di vista della sicurezza. “Si è trattato di una partnership senza dubbio efficace – ha raccontato Silvano Scaccaglia, direttore dello stabilimento di Parma -. In particolare, la disponibilità al confronto nella fase di sviluppo del progetto è stata determinante nella scelta del fornitore, perché il nuovo magazzino si deve interfacciare con quello già esistente. Analizzando insieme, step by step, le possibili criticità e venendoci incontro vicendevolmente, siamo giunti alla soluzione che auspicavamo”.

C’è un altro aspetto da non sottovalutare: in parallelo al nuovo magazzino è stata implementata una nuova linea produttiva, il che permetterà – una volta del tutto a regime – di aumentare i volumi produttivi del 60%.

È chiaro dunque che lo stabilimento di Parma è stato oggetto di un pesante ridisegno, che è bene vedere nel dettaglio.

 

“La fabbrica” dei sughi

Lo stabilimento di Parma è frutto dell’acquisizione – siamo nel 2014 – dell’intero capitale sociale del Gruppo Pa.Fi.Al. S.r.l., holding di controllo delle società Delfino SpA e Althea SpA. Tale acquisizione ha permesso a La Doria di porsi ai primi posti della classifica dei produttori di sughi pronti: “su questo sito abbiamo mantenuto alcuni prodotti storici che provengono dalla vecchia proprietà – ha spiegato il Direttore -. Sono prodotti di medio-alta gamma, che fanno branding per il sito stesso. Abbiamo invece dismesso maionesi e salse in genere, per focalizzarci sul mondo sughi”.

Parma è dunque l’unità operativa dei sughi, nonché l’oggetto di un piano strategico preciso del Gruppo. Proprio per rafforzare la crescente leadership in questo segmento di prodotti, La Doria ha infatti deciso di concentrarne qui tutta la produzione e ha pertanto dismesso il sito di Acerra, anch’esso specializzato nella produzione di sughi pronti. La scelta di Parma si giustifica con una serie di elementi: Acerra era meno performante per via di una linea di produzione più datata e, soprattutto, perché non espandibile. “A Parma c’erano le condizioni giuste per un disegno organico di sviluppo – ha spiegato Scaccaglia -. Condizioni sia in termini di conoscenza tecnologiche, sia in termini dimensionali, ma anche in termini di posizione logistica, soprattutto se si considera l’importante flusso di esportazioni del Gruppo”.

La dismissione di Acerra ha per forza di cose comportato l’ampliamento di questo sito: le linee produttive sono passate da 2 a 3 (la prima produzione sulla nuova linea è del 30 di agosto), l’area di stoccaggio è stata raddoppiata. D’altro canto, tanto per dare la portata in termini produttivi, oggi qui si lavorano 100 tonnellate di pomodoro al giorno, 25 tonnellate di basilico e si producono 340 vasi al minuto, 20mila all’ora, 100 milioni in un anno, per un totale di più di 250 ricette e più di 800 iteam in 34 diversi formati di vasi. “Un impegno non indifferente in termini di complessità da gestire”, ha puntualizzato il Direttore.

L’obiettivo produttivo, una volta che la terza linea produttiva sarà a pieno regime – il che accadrà, prevedibilmente, il prossimo anno – è di arrivare a produrre 13 milioni di vasi al mese, 160milioni all’anno. “Quello dei sughi – ha fatto notare Scaccaglia – è un segmento in crescita, perché va a traino dell’aumento dei consumi globali della pasta”. “Stiamo penetrando il mercato statunitense – ha detto, a tal proposito, Giosuè Fiore, Responsabile della Logistica e da 21 anni nel Gruppo La Doria -. Stiamo puntando a prodotti premium, ricettati, con un maggior valore aggiunto: contiamo di aumentare i volumi in un breve arco di tempo”.

L’automazione raddoppia

E pertanto, nel piano di espansione dello stabilimento, non poteva certo mancare un nuovo magazzino automatizzato per supportare la gestione di quella complessità a cui accennava il direttore dello stabilimento e, andandosi ad affiancare al magazzino già esistente, va di fatto a raddoppiare la capacità di immagazzinamento del sito, che raggiunge quota 40mila pallet.

Nello stabilimento di Parma, infatti, va meglio precisato, un magazzino automatizzato esiste già: datato 2006 e realizzato da Siemens Dematic, pur prevedendo qualcosa in più di 21mila posti pallet, lavora a un grado di saturazione “ottimale” di 20mila pallet. Il “vecchio” magazzino lavorava già in maniera integrata con la produzione e pertanto, la nuova linea e il un nuovo magazzino, sono stati pensati affinché non si perdesse – ma anzi migliorasse – quell’efficienza e quell’alto contenuto tecnologico già presenti nello stabilimento.

Swisslog per La Doria | un particolare del magazzino automatico

Un processo integrato

L’area produttiva di La Doria si snoda su 20mila metri quadrati e prevede, oltre alle 3 le linee produttive, aree di stoccaggio a temperatura ambiente, aree di stoccaggio refrigerate (e quindi dotate di celle frigo) e aree di stoccaggio per materiali di imballaggio, il tutto perfettamente integrato per far sì che dalla materia prima di base (pomodori, cipolle, carote) al vaso confezionato e stoccato passi circa un’ora, qualcosa di più o qualcosa di meno a seconda dell’efficienza della linea e a seconda della complessità della ricetta.

In un unico ciclo di lavoro i passaggi sono dunque veloci e ottimizzati: semplificando al massimo, dai serbatoi di stoccaggio delle materie prime si passa velocemente ai cuocitori, le grandi “pentole” in cui la ricetta prende forma. Il sugo viene dunque posto nei vasi che, pastorizzati o sterilizzati, in ogni caso sigillati, escono dalla produzione e vengono immediatamente pallettizzati con robot pallettizzatori di ultima generazione, filmati e, dunque, stoccati. Le movimentazioni all’interno dello stabilimento sono completamente automatizzate: dal fine linea i pallet sono portati alla stazione di filmatura ed etichettatura con mezzi AGV (Automated Guided Vehicles) e, tramite rulliere condotti a magazzino. La gestione logistica dei colli avviene con il passaggio delle informazioni dal gestionale SAP al WMS (fornito da LCS) che decide la posizione di stoccaggio dei lotti prodotti dalle linee interne o in arrivo da altri siti del gruppo e da copacker, situazione che aggiunge ulteriori variabili alla oramai nota complessità.

Il flusso in uscita ha origine, nuovamente, con il passaggio degli ordini da SAP al WMS che procede all’evasione delle consegne gestendo i prodotti in logica FEFO (First Expire, First Out).

I pallet in uscita dal magazzino possono andare direttamente sulle linee di uscita, che alimentano le 4 baie di carico, oppure alle quattro stazioni di uscita laterale che alimentano il magazzino a gravità dove vengono ricoverato i colli pronti per le spedizioni e l’area di lavorazione manuale dove gli operatori, sempre guidati dal WMS via terminale RF, procedono all0’esegcuzioen delle operazioni di pallettizzazione multistrato, richiesti dai clienti, o di creazione dei pallet misti. Questi ultimi possono rientrare in stock nel magazzino automatico ed essere così disponibili per ordini successivi.

 Swisslog per La Doria | un particolare del magazzino automatico

Il magazzino visto da vicino

Una capacità di prelievo/deposito di 180 pallet/ora, un’altezza di 27 metri, più di 60 in lunghezza, 3 traslo-elevatori, questi alcuni numeri che caratterizzano la nuova installazione. Ma prima di entrare nel merito, facciamo un passo indietro e torniamo all’inizio del 2017, quando La Doria acquista un terreno adiacente allo stabilimento. Nell’ottobre dello stesso anno iniziano i lavori, che saranno completati nel giro di un anno. Per via delle caratteristiche del terreno – argilloso e quindi con scarsa portanza – si rende necessaria un’opera di palificazione importante, che consta nella realizzazione di un reticolo di appoggio possibile grazie all’impiego di pali dal diametro di un metro, posti a una profondità di 15 metri e a una distanza l’uno dall’altro di 5 metri. “Considerando che il nuovo magazzino si sviluppa in quasi 30 metri di altezza, era indispensabile stabilizzare il terreno”, ha commentato il direttore. Il nuovo magazzino, come si è detto, ha la stessa capacità di quello già esistente – dunque 20mila posti pallet – ma si sviluppa su un’area decisamente inferiore: 2900 metri quadrati, contro 5mila e 400. “Ci siamo sviluppati in altezza per due motivi – ha precisato Scaccaglia -: per dare pieno sfruttamento alla tecnologia dei traslo-elevatori e per una questione ambientale. La tendenza è infatti quella di ridurre l’occupazione di superficie agricola con i fabbricati”.

“Il nuovo magazzino nasce da un’esigenza ben precisa – ha spiegato Davide Venir, Project Manager Warehouse & Distribution Solutions di Swisslog -: ottimizzare gli spazi a disposizione. Abbiamo quindi scelto di impiegare i nostri traslo-elevatori Vectura con tecnologia ‘’Row Carrier’’ a satellite indipendente che permettono di stoccare pallet in multi-profondità e condividere il medesimo canale fra i due traslo-elevatori adiacenti. L’utilizzo di questa soluzione permette così di ridurre il numero di corridoi e di conseguenza il numero di traslo-elevatori necessari, andando ad ottimizzare la capacità di stoccaggio che risulta nettamente superiore rispetto ad un magazzino tradizionale di pari cubatura”. “Inoltre – ha aggiunto l’ingegnere – ciò permette di ottenere livelli di ridondanza non avvicinabili dalle soluzioni standard”.

Un altro plus del magazzino Swisslog è senza dubbio la sicurezza: “Abbiamo implementato una soluzione inedita – ha sottolineato Venir –  un sistema di barriere ottiche permette di monitorare l’eventuale accesso di personale all’interno del corridoio durante le attività manutentive che possono quindi essere eseguite con magazzino in movimento, pur garantendo i massimi standard di sicurezza che sono per noi un aspetto fondamentale”.

Swisslog per La Doria | un particolare del magazzino automatico

Parma è solo l’inizio

La Doria, per via della presenza di una società di trading inglese all’interno della compagine del Gruppo, ha una forte vocazione verso il mercato inglese: lo dimostra la necessità di utilizzare pallet specifici (CHEP 1000×1200 “chiuso”) proprio per questo mercato. Ma l’attenzione verso gli UK è ancora più forte: come ha spiegato Giosuè Fiore, è già in fase di progettazione un altro magazzino automatizzato da 40mila posti pallet, realizzato sempre da Swisslog. Gli scavi dovrebbero partire a maggio 2019. “Per Parma abbiamo scelto il fornitore anche in funzione di quello che ci poteva offrire in Inghilterra – ha chiosato Fiore -. Possiamo definire quello parmense una specie di progetto pilota, propedeutico a quello inglese”. Come recita il vecchio adagio, squadra che vince non si cambia.

 

> in collaborazione con Il Giornale della Logistica

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