Evoluzione dei droni e impatti futuri sulla logistica
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Milano, martedì 24 febbraio. Presso l'aula "De Carli" del Campus Bovisa del Politecnico è in corso la presentazione dei risultati dell'Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata. INTRALOGISTICA ITALIA è presente per valutare le evoluzioni del comparto e le sue ripercussioni possibili, a breve e medio termine, sul comparto della logistica e della movimentazione delle merci.
“Il mercato professionale dei droni in Italia vale 168 milioni di euro”, esordisce la Direttrice dell’Osservatorio Paola Olivares. Il dato, relativo al 2025, testimonia una crescita anno su anno del 5% ed è in linea con le attese.
Il comparto ha viaggiato con tassi di incremento esplosivi fino a pochi anni fa; in seguito, la riorganizzazione delle normative europee e la chiusura della fase esplorativa degli investimenti ha portato ad una lieve compressione delle curve di crescita.
Questo, chiosa Olivares, “rende urgente un’azione di ecosistema che vada a sviluppare diverse tematiche: interventi sull’area normativa, investimenti sul versante economico, accelerazioni tecnologiche e azioni sociali, per stimolare la crescita delle competenze e alimentare il consenso popolare intorno all’impiego dei queste tecnologie nella vita di tutti i giorni”.
Al netto delle preoccupazioni, il sentiment generale prevede che il settore raggiunga uno sviluppo dirompente entro il 2030. E i numeri della Ricerca non fanno che confermare questa visione.
A livello internazionale, l’Osservatorio ha censito 2.178 progetti internazionali di sviluppo fra il 20190 e il 2025. Nel 30% dei casi, tali progetti sono rivolti al segmento “Innovative Air Mobility & Delivery”, che raccoglie sotto la medesima definizione il trasporto delle merci e quello delle persone.

I progetti internazionali di Innovative Aerial Services. censiti fra 2019 e 2025. Il 30% dei progetti riguarda l’ambito dell’Innovative Air Mobility & Delivery.
“Oggi, le quattro basi tecnologiche dei droni sono assolutamente solide”, precisa Mauro Berzovini di Leonardo. Che aggiunge: “Architettura e propulsione, software di controllo, payload e link di comunicazione non destano preoccupazione. Ed è evidente che il passaggio dai micro-droni fotografici agli apparecchi in grado di trasportare merci e persone sia innanzi tutto un tema di scala”. Tuttavia né la normativa né il sentire comune del grande pubblico sono pronti ad accettare che il trasporto delle persone sia affidato a servizi di robotaxi volanti che operano in autonomia.
In generale, quindi, si ritiene che il comparto del trasporto delle merci raggiunga la piena maturità con largo anticipo rispetto al settore del trasporto delle persone.

Perché si possa parlare seriamente di uno sviluppo concreto e consistente dell’impiego dei droni nella consegna e nella movimentazione delle merci occorrono diversi ingredienti:
Entrambi i punti sono al centro di strategie di sviluppo legate alla consegna dei medicinali – un segmento sul quale, specialmente in condizioni di urgenza ed emergenza, è più facile dimostrare al pubblico i vantaggi che derivano dall’impiego di droni dedicati e alimentare il consenso del grande pubblico.
A più riprese, il panel dell’Osservatorio cita diversi progetti già attivi sul territorio nazionale, come le sperimentazioni relative alla consegna di materiale medicale a Ischia, Procida e nelle Puglie.

Anche se sospeso a tempo indeterminato, il progetto di sviluppo del servizio di consegna con droni di Amazon Prime Air ha funzionato da catalizzatore per lo sviluppo normativo, infrastrutturale e tecnologico.
La svolta in ambito logistico è comunque attesa nei prossimi anni, nonostante il grande clamore suscitato dal ritiro del progetto di consegna con droni di Amazon.
“Viceversa, tutta questa vicenda va letta in senso positivo”, sottolinea Alberto Curnis, ricercatore dell’Osservatorio Droni. “Indipendentemente dalle motivazioni che hanno portato alla sospensione del progetto, e che come già sottolineato dai protagonisti della vicenda non hanno nulla a che fare con l’operatività, l’avvio delle sand box e degli spazi sperimentali ha permesso una forte accelerazione sul piano tecnologico, normativo e infrastrutturale. In tutta questa vicenda l’Italia ha dimostrato come il nostro ecosistema sia perfettamente in grado di sviluppare infrastrutture di successo e coprire perfettamente l’attività di questi nuovi operatori”.
Sulle prospettive di sviluppo, insomma, sono pronti a scommettere in molti. Con alcune particolarità: oltre alla gestione dell’ultimo miglio – sul quale il consenso è generalizzato soprattutto in relazione ai settori più sensibili come quello dei medicinali – le aspettative riguardano anche il medio miglio. Relativamente a quest’ultimo punto, l’impiego dei droni può risultare decisivo in relazione a regioni specifiche del territorio italiano, soprattutto quelle caratterizzate da bassa urbanizzazione, distanze importanti e strade impervie.
A fare il punto, da qui al 2030, interverrà sicuramente e a più riprese proprio INTRALOGISTICA ITALIA, la cui prossima edizione – in calendario a FieraMilano Rho dal 29 maggio al 1° giugno 2028 – si situa proprio al centro della finestra temporale di opportunità indicata dall’Osservatorio come ambito di sviluppo ideale per il mercato.
“In un settore in cui è importante mettere a sistema i vari attori”, ci ha dichiarato la Direttrice dell’Osservatorio Paola Olivares nell’intervista video che riportiamo di seguito, “creare una filiera di competenze, penso che la Fiera possa rappresentare un ottimo terreno di gioco in cui sviluppare ulteriormente le proprie relazioni”.