INTRALOGISTICA ITALIA

Un sorso di FUTURO

 

beverage & logistica interna: dove l’innovazione è di casa

 

6 minuti di lettura

Milano, estate 2025, un bar del centro. Siamo nel pieno di un’ondata di calore. Al bancone c’è frenesia: in pochi istanti compaiono due minerali, una cola con ghiaccio, un succo di frutta, un the alla pesca, due birre medie, alcuni aperitivi e un latte di soia. Per chi vuole avvicinarsi alla complessità del beverage, questo è un punto di osservazione ideale. 

La logistica del beverage:
complessità e sfide quotidiane

Dietro a lattine, bottiglie, bicchieri serviti tempestivamente ad una clientela vasta ed eterogenea c’è una catena logistica di prim’ordine, che gestisce con disinvoltura operazioni complesse. Alla routine degli operatori di questo settore appartengono infatti, oltre alle normali operazioni di picking e consegna:

  • il controllo di date di scadenza differenziate sui prodotti a magazzino;
  • la gestione accurata delle temperature di stoccaggio e trasporto;
  • il coordinamento con un numero sbalorditivo di referenze (solo nel settore delle minerali, l’associazione di categoria Mineracqua ne stima oltre 2.000 in Italia!).

Un mercato, tanti player

La complessità del beverage si manifesta anche nel numero degli operatori attivi sul territorio. Distributori, grossisti, dettaglianti e dispenser automatici sono presenti in modo capillare e sono di conseguenza molto numerosi. Ma sono molte anche le associazioni di categoria che governano i diversi comparti di settore. Sul fronte della produzione, ad esempio, ciascuna delle filiere di acque, vini, birre, bibite, superalcolici, latte e derivati è rappresentata da una o più federazioni. 

Oltre le diversità c’è un dato comune: il beverage rappresenta una quota importante del PIL. Del resto tutti, prima o poi, devono bere. E, se appena possono, vogliono bere meglio. I dati di sell-out degli ultimi anni dimostrano infatti che in tempi di crisi si ricorre più volentieri al rubinetto di casa: ma non appena le condizioni lo consentono, si riprende a consumare una grande varietà di bevande. Con un dato significativo che contraddistingue proprio il nostro Paese. 

L’Italia, la terra… delle acque in bottiglia

In Italia, il consumo pro-capite di acqua minerale in bottiglia è esattamente doppio rispetto alla media UE. Questo significa forse che beviamo meglio (meno zuccheri, meno bevande elaborate). Al tempo stesso, la forte presenza delle acque minerali lascia meno spazio alla crescita degli altri comparti. Che per emergere devono ricorrere a diversi stratagemmi.

 

Andamento dei consumi pro-capite di bevande in Italia, 2020-2025. La linea tratteggiata riporta la media dei consumi pro-capite di acqua minerale nei Paesi UE.
(Fonte: Unesda / Mineracque / Assobibe)

Evoluzione nei consumi di vino e NLA. Fonde: Commissione Europea, Areté e Agra Ceas Consulting

Negli ultimi anni, in Europa, si osserva una contrazione progressiva del comparto vinicolo a vantaggio delle bevande NLA (birre, spirits e vini a basso o nullo contenuto alcoolico).
Uno studio condotto per la Commissione Europea da Areté e Agra Ceas Consulting e pubblicato ai primi di settembre prevede un CAGR del 20% per il comparto NLA da qui al 2030.

Di contro per l’anno in corso, nonostante una vendemmia che si annuncia favorevole, Federvini stima una contrazione dell’1% dei consumi. 

Nuove abitudini di consumo

Nel beverage, come in generale in tutto il comparto del food, la crescita non è quasi mai esplosiva; è guidata per lo più da trasformazioni graduali nelle abitudini dei consumatori. 

Chi vuole crescere deve conquistare un po’ alla volta le preferenze dei consumatori esistenti, portandoli magari verso prodotti premium che assicurino una marginalità superiore. Questa a sua volta potrà essere investita in ulteriori operazioni finalizzate alla crescita:

  • ricerche di mercato
  • sviluppo di nuove bevande legate a esigenze specifiche di particolari segmenti di pubblico (consumatori che seguono diete particolari, utenti mossi da motivazioni salutistiche, etc)
  • differenziazione dell’offerta e una proliferazione delle proposte che giustifichi una crescita del prezzo medio di acquisto, e quindi del valore complessivo;
  • innovazioni nella produzione, nella distribuzione e nel packaging
  • adozione di nuove tecnologie di automazione in grado di ottimizzare la supply chain.

Cosa significa tutto questo per il magazzino?

Vini e birre analcoliche, drink con nuovi gusti, bevande a basso contenuto di zuccheri ed energy drink di nuova generazione saranno quindi sempre più protagonisti del mercato tricolore, con ripercussioni sempre più importanti sulla catena logistica:

  • I magazzini dei distributori devono gestire un numero sempre più alto di referenze. Lo stoccaggio si fa più complesso, e in molti si affidano ad operatori 3PL che possono accedere a investimenti di livello superiore con cui ottimizzare strutture, macchinari e forza lavoro.
  • La distribuzione, specialmente nei settori HoReCa e porta-a-porta, deve gestire ordini sempre più eterogenei. I clienti finali cercano un assortimento sempre più ricco di bevande, ma non desiderano incrementare gli ambienti di stoccaggio (refrigerati e non) per fare posto a tutti i nuovi gusti. Il catalogo delle opzioni disponibili si trova così sempre più spesso concentrato su un solo pallet, con le complesse e inevitabili conseguenze che questo comporta.

Secondo Modern Materials Handling, già nel 2022 la percentuale di pallet misti sul totale della movimentazione beverage a livello globale era al 30% – e il dato, da allora, non ha fatto che crescere.

Un pallet misto può comprendere contenitori di diversi materiali, più o meno inclini alla rottura. I pallettizzatori automatici possono gestire il posizionamento dei diversi elementi in modo da minimizzare il rischio di incidenti.

AGV e pallettizzatori autonomi lavorano in sinergia in uno dei magazzini più avanzati di Italtrans.
L’automazione del comparto beverage è stata messa a punto da System Logistics
(video fornito da System Logistics)

La Logistica Interna
come chiave di volta del successo commerciale

Gestire questa crescente complessità è difficile: un solo errore – in uscita o in incoming – può generare parecchi problemi (rifiuto parziale o totale della consegna, storno amministrativo, spedizioni correttive, etc….). Ma questa non è che una delle facce della realtà. 

Dal nuovo scenario si possono ricavare anche importanti vantaggi competitivi.

Secondo quanto dichiarato da molti produttori, una delle tendenze commerciali più significative degli ultimi mesi a livello globale è il forte investimento in impianti robotici e pallettizzatori automatici di nuova generazione. Guidati da agenti di Intelligenza Artificiale e capaci di prendere decisioni in autonomia, questi apparecchi possono comporre rapidamente e senza errori pallet dal contenuto misto, lavorando in sintonia con AGV e software di gestione delle spedizioni.
I vantaggi sono innumerevoli. Eccone alcuni:  

incremento dell’efficienza dello stoccaggio, in magazzino come nei trasporti

riduzione del numero di consegne sulle destinazioni finali

riduzione delle giacenze e del volume di magazzino necessario alla gestione degli ordini

spostamento sulla macchina dei compiti più gravosi e complessi, con una riduzione del rischio di errori e della responsabilità individuale dei lavoratori

Quale sarà la velocità del cambiamento? Drink Technology stima che da qui al 2030 il 60% dei responsabili di magazzino del comparto sovrintenderanno robot in luogo dei lavoratori umani. 

Chi avrà investito in automazione potrà contare su minori costi di gestione, operatività a ciclo continuo, spazi e costi ottimizzati. Risulterà quindi vincente sotto il profilo commerciale, perché potrà offrire gli stessi prodotti della concorrenza a costi inferiori e con una velocità di consegna insuperabile.

La Fiera come luogo ideale
per scelta e adozione 
delle nuove tecnologie

L’automazione di magazzino sarà sempre più determinante nel decretare il successo degli operatori commerciali. Tuttavia gli investimenti nel settore non si possono basare su soluzioni off-the-shelf.

Come hanno sottolineato a più riprese diversi espositori intervistati in occasione dell’edizione 2025 di INTRALOGISTICA ITALIA, la logistica interna è un elemento “ponte”, che connette le varie parti dell’azienda e che quindi va adattata su misura alle esigenze dei clienti finali. 

Perché questo accada è necessario un confronto diretto fra tutti i player (produttori, sviluppatori, system integrator, utenti finali, etc.): e questo non può che avvenire in Fiera.

La Fiera – e in particolar modo INTRALOGISTICA ITALIA, che è costruita in prossimità a eventi della meccanica strumentale dedicate al packaging, alla stampa industriale, al processing del food, fa convergere in un unico luogo i protagonisti della filiera da tutte le aree geografiche.

Solo la Fiera offre un panorama completo sull’offerta tecnologica e di mercato – e la possibilità di confronto diretto fra i player che, come ha dichiarato ai nostri microfoni Caterina Scarcia, Regional Sales Manager New Business Development di System Logistics, “cala la teoria nella realtà e trasforma l’invenzione in innovazione”. 

Magazzino automatico Pilsen / System Logistics
La gestione intelligente e automatizzata del traffico interno permette di incrementare l'efficienza a tutti i livelli. Nella foto, alcuni AGV incaricati del picking in un magazzino Pilsen.
Foto di System Logistics.
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