Giovedì 14 novembre scorso si è tenuto un  nuovo evento di avvicinamento a Intralogistica Italia 2021: una visita al Centro Logistico Amazon di Castel San Giovanni che ha coinvolto alcune delle personalità più in vista del mercato italiano.

Il percorso di avvicinamento all’edizione 2021 di INTRALOGISTICA ITALIA prende le mosse da uno dei luoghi-simbolo della logistica italiana. Siamo a pochi chilometri da Piacenza, lungo la direttrice dell’A21. Qui, nel mezzo di una campagna che si estende a perdita d’occhio, sorge una delle quattro strutture operative costruite nel nostro Paese da Amazon. È un edificio imponente (100.000 metri quadrati di superficie coperta), intorno al quale sciamano in continuazione grossi autoarticolati, furgoni, auto di ogni tipo e dimensione.
Attorno alle 10 della mattina di giovedì 14 novembre, di fronte ai cancelli dell’edificio si raduna un gruppo alquanto insolito. Ne fanno parte top manager e direttori di divisione di alcune delle più importanti aziende italiane provider e utilizzatrici di sistemi e prodotti per la logistica interna. Scopo della riunione è una visita approfondita al Centro Logistico: un vero e proprio tuffo nella realtà quotidiana del gigante dell’e-commerce che è anche un’ottima occasione di networking fra gli operatori.

Intralogistica Italia @Amazon - 14 novembre 2019

La sicurezza in prima linea

Intralogistica Italia @Amazon - 14 novembre 2019“Qui da noi la sicurezza è fondamentale”, esordisce l’accompagnatrice che guiderà la visita. Il dato emerge con prepotenza ovunque si posi lo sguardo: mentre saliamo le scale, un corrimano centrale ci obbliga a mantenere la destra; cartelli adesivi colorati segnalano uscite di sicurezza e direzioni preferenziali; e strisce di vernice blu ritagliano sul pavimento dell’intera facility il percorso entro il quale potremo muoverci senza pericolo.
Del resto la realtà di Castel San Giovanni ha dimensioni veramente imponenti… “Il Centro Logistico di Piacenza / Castel San Giovanni”, racconta la nostra guida, “è uno dei 175 centri di distribuzione presenti nel mondo, e uno dei quattro operativi in questo momento in Italia. È un centro a bassa automazione nel quale lavorano dalle 1.000 alle 1.600 persone. Qui, su tre turni, si lavorano i prodotti di dimensioni medio-piccole – dalle pile stilo ai lampadari: se siete clienti Amazon, potete capire che il vostro ordine è partito da qui se sulla scatola trovate la sigla MXP5“.

Si parte!

Indossati i gilet azzurri d’ordinanza e le cuffie senza fili, il gruppo si avvia per le corsie del magazzino. Oltre i tornelli d’ingresso troneggiano le grandi lavagne digitali sulle quali i dipendenti del centro, al timbro del cartellino, trovano l’elenco delle mansioni della giornata. Poco oltre sorge l’Idea Walluna lavagna vera e propria sulla quale ciascun dipendente può segnalare problemi, suggerire miglioramenti, richiedere modifiche all’organizzazione di dettaglio del lavoro. “Ciascuna di queste segnalazioni viene presa in carico dai manager preposti”, spiega la guida. “In questo modo viene offerta a tutti la possibilità di contribuire alla crescita dell’azienda, di portare il proprio contributo e di avanzare nella piramide aziendale”.

 

INTRALOGISTICA ITALIA @Amazon

Il caos ordinato

Dopo una rapida occhiata alle stazioni di inbound – dove il lavoro ferve per la preparazione dello stock con cui si farà fronte ai picchi del Black Friday e delle vendite natalizie – la visita ci porta al magazzino della merce. Organizzato su quattro livelli, si sviluppa su centinaia di corsie che stupiscono in primo luogo per l’apparente assenza di logica nella disposizione della merce. Uno a fianco dell’altro, su scaffalature ad altezza variabile che si estendono a perdita d’occhio, fanno bella mostra di sé libri, profumi, giocattoli, accessori per la casa, giochi di società, ance per clarinetto, t-shirt…. e ogni altro articolo commerciale nel range compreso fra i due e i quaranta centimetri di lato.

“Questo è quello che chiamiamo il caos ordinato“, spiega la guida. “La merce viene stoccata in maniera apparentemente casuale: i prodotti dello stesso tipo vengono a trovarsi in punti diversi del magazzino, in ogni caso mai uno accanto all’altro. È un sistema che deriva da una semplificazione delle teorie di Gauss e che ci dà tre grandi vantaggi. Il primo: nel caso di picchi della richiesta simultanea di un prodotto particolare (ad esempio in occasione del lancio di una raccolta musicale di successo), ciascun picker viene indirizzato in luoghi diversi del magazzino, così da evitare il congestionamento delle corsie. Il secondo: si abbatte la possibilità di errori nel picking. Se cerco una confezione di tasselli del 6 su una parete di scatole di fischer posso facilmente sbagliare diametro. Ma se accanto ai tasselli della misura richiesta ci sono una scatola di sapone liquido e un gioco di società non posso di certo sbagliare la presa… Il terzo: con lo stoccaggio parcellizzato – che è gestito da un’intelligenza artificiale molto avanzata – ci sono maggiori possibilità che i picker trovino i diversi elementi della loro lista di carico nella stessa corsia, il che conduce ad una riduzione sensibile dei tempi di lavorazione”.

AMAZON | Corsia - caos ordinato

L’importanza dei controlli

Naturalmente, nessun sistema, per quanto sofisticato, è immune dagli errori. Per prevenire i potenziali problemi, squadre specializzate di ispezione intervengono lungo l’intera catena di lavorazione con controlli a campione e con l’ausilio di sistemi automatici di verifica. Li vediamo all’opera lungo le stazioni di imbustamento e confezione dei pacchi. Qui le merci arrivano su nastro trasportatore, lungo percorsi diversi a seconda che l’ordine del cliente preveda un solo articolo o una serie di pezzi che possono essere spediti in modo cumulativo.
A ciascun operatore sono assegnati quantitativi di produzione da elaborare entro un orario specifico (il cosiddetto cutoff); e un sistema di smistamento intelligente indirizza automaticamente i pacchi e le buste in uscita sui bancali destinati ai diversi spedizionieri, che risultano organizzati per tipo di imballo e per zona geografica di riferimento.

Una visita interessante sotto molti punti di vista

Tralasciamo qui la serie infinita di ulteriori dettagli tecnici, per rilevare come la visita sia risultata estremamente interessante anche per i componenti della comitiva di INTRALOGISTICA ITALIA, che conosce in dettaglio molti di quegli impianti per averli progettati e venduti al colosso dell’e-commerce.

Mauro Corona di DEMATIC, ad esempio, ci ha confidato che “è stato molto interessante vedere i nostri impianti nella piena operatività di un giorno di lavoro. Questa visita ci ha permesso di vedere, per così dire, l’altro lato della medaglia, ovvero il modo in cui gli operatori umani si interfacciano con le macchine. È un punto di vista importante che non si offre spesso al nostro sguardo”.

Analoga l’impressione manifestata da Ermanno Rondi di Incas Group: “La visita ad un player globale come Amazon, che ha cambiato i canoni della logistica distributiva nel mondo, è sempre un’esperienza interessante. Ha consentito di verificare sia l’organizzazione del lavoro che il modello organizzativo della gestione e distribuzione dei prodotti; vedendo in campo l’operatività e confrontandola con il racconto con cui vengono descritti i centri distributivi del Gruppo”.

Paolo Beraudo di FERRERO, presente in qualità di membro dell’Advisory Panel di INTRALOGISTICA ITALIA, si è dichiarato molto soddisfatto dell’esperienza. “Le dimensioni del nostro magazzino sono di 20.000 posti pallet; vedere all’opera una realtà di queste dimensioni è estremamente interessante, vuoi per i suggerimenti che se ne possono trarre, vuoi per il confronto delle procedure dell’operatività quotidiana”.

Positivo anche il parere di Annalisa Randon di CONNECTHUB. “La visita odierna mi ha presentato molti punti di vista del tutto nuovi”, ci ha dichiarato. “Sono molto lieta di essere stata dei vostri e sicuramente riprenderò molti degli spunti più interessanti della giornata”.

“La visita al Cedi di Amazon”, ha dichiarato infine Elena Bassoli di REALCO, “è stata un’esperienza molto interessante e ringrazio Intralogistica Italia per questa opportunità. Mi ha sorpreso vedere che l’automazione sul Cedi di Castel San Giovanni non è così “spinta” come pensavo, quindi la loro forza nel conseguimento della massima efficienza è proprio in una gestione perfetta dei flussi e dei processi. Avvalendosi naturalmente di tanto personale somministrato per la gestione dei picchi (nel loro business davvero estremi), una pianificazione delle attività in modo così preciso e anche “controllato” dà la possibilità di rendere i lavoratori interinali autonomi in soli due giorni di formazione. Ciò è ancora più positivo se, come abbiamo avuto modo di constatare, è accompagnato da un ottimo livello di soddisfazione del personale, comunque motivato e anche ascoltato: fantastica la lavagna con le osservazioni/proposte del personale a cui il management è tenuto a dare risposta entro una certa scadenza, quindi forte commitment dell’azienda nella valorizzazione delle risorse e nel miglioramento continuo. Credo coglierò qualche spunto interessante per la mia realtà lavorativa”.

 

Il parere degli organizzatori

“Condurre all’interno della realtà operativa dell’azienda-simbolo della logistica un gruppo di persone con un altissimo tasso di expertise potrebbe sembrare un’idea azzardata”, dichiara Silvia Origoni, Product Manager di INTRALOGISTICA ITALIA. “Queste persone sono per definizione estremamente preparate… quali novità potrebbero trovare di cui non hanno già esperienza diretta?

Eppure i top manager delle aziende produttrici e utilizzatrici di sistemi per la logistica interna – che abbiamo selezionato tra gli espositori della prossima edizione di INTRALOGISTICA ITALIA e che sono in gran parte anche membri dell’Advisory Panel di manifestazione – ci hanno restituito un consenso positivo unanime. La visita al Centro Logistico di Amazon è stata per tutti un’eccellente occasione di crescita, che ha dato modo di conoscere e confrontarsi con le strategie e i modelli organizzativi del colosso americano. L’uscita è stata per molti anche una preziosa occasione di networking, che ha dato modo alle aziende più rappresentative del settore di aprire inediti percorsi di dialogo durante l’intera giornata”.

 

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