La parola agli espositori:
Massimiliano Gigli, Market Operations Director & CEO at Modula
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Il mercato italiano si mantiene stabile, ma preoccupa la complessità generale e la fine degli incentivi di Industria 4.0. L’innovazione si sta spostando sempre più verso l’integrazione tecnologica e il software di gestione, con un ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nelle operazioni e nella customer experience (anche se di concreto verso il cliente si vede ancora poco).
La robotica si evolve e qualcuno inizia a parlare di RaaS, mentre il post-Covid ha segnato un cambiamento nelle logiche di distribuzione. In questo contesto Modula rilancia attraverso acquisizioni strategiche e nuovi prodotti, con un focus su flessibilità e modularità. Di questo e molto altro abbiamo parlato con Massimiliano Gigli, Market operation director e CEO di Modula.
“Dal nostro punto di vista”, esordisce Gigli, “il mercato italiano è stato piuttosto stabile sia nel 2023 sia nel 2024 e probabilmente lo sarà anche nel 2025, con qualche opportunità; ma in un contesto complesso non poteva essere altrimenti, dato il momento storico e la fine degli incentivi.
In questi anni – forse anche per gli investimenti legati a Industria 4.0 che arrivavano quasi a prescindere – non ci sono state grandi novità in termini di prodotto: molti hanno introdotto soluzioni simili ad AutoStore, ma senza innovazioni significative”.

Il settore si sta orientando sempre più verso l’integrazione dei sistemi, dove il vero valore aggiunto è dato dall’orchestrazione delle tecnologie e dal software di gestione. È qui che si stanno concentrando le opportunità di consolidamento e sviluppo, anche in termini di prodotto

Le nuove tecnologie non sostituiscono le precedenti, ma si affiancano ad esse.
Se per Industria 5.0 intendiamo anche una maggiore attenzione al risparmio energetico, dal punto di vista normativo la situazione è ancora complessa: i clienti sono scettici perché il quadro regolatorio non è chiaro e i tempi di adeguamento sono brevi. Le linee guida sono uscite solo alla fine del 2024 e il biennio di riferimento (2024-25) non rappresenta un incentivo concreto per il nostro settore.
Non considero questo ambito connesso ai concetti di Industria 4.0 o 5.0, qui parliamo di un trend più ampio che spinge verso l’integrazione tecnologica e la semplificazione dell’interazione uomo-macchina.
Stiamo sperimentando robot antropomorfi per migliorare il picking e l’interazione con i sistemi automatizzati.
Un aspetto interessante è l’utilizzo dell’AI per rendere più naturale il dialogo con le macchine: linguaggio naturale che si traduce in testo, immagini o codice, facilitando l’interazione. Questo trend potrebbe diffondersi rapidamente.

Sebbene non operiamo direttamente nel last mile, abbiamo osservato il fallimento di diversi modelli di consegna just-in-time nel grocery post-COVID. Questi sistemi si sono rivelati insostenibili non solo per motivi ambientali, ma anche per ragioni economiche. La ricerca della massima efficienza si sta trasformando in un focus sulla scalabilità e sull’adeguamento alle esigenze reali, con Amazon che continua a rappresentare uno standard di riferimento.

Nel 2024 abbiamo acquisito un’azienda nei Paesi Bassi specializzata nella distribuzione di prodotti Modula e nell’integrazione di sistemi. Ora stiamo valutando l’espansione di questa attività oltre i suoi confini tradizionali. Il lancio di nuovi prodotti sarà quindi accompagnato da strategie di crescita legate all’acquisizione.
La flessibilità è nel nostro DNA, non per caso ci chiamiamo “MODULA”: i nostri prodotti offrono un’ampia gamma di dimensioni e portate, con investimenti che possono partire da soluzioni base fino a magazzini da milioni di euro. Scalabilità e modularità sono caratteristiche chiave, come dimostra Flexibox, che permette di stoccare fino a una tonnellata per cassetto, adattandosi sia a piccoli componenti (es. viti) che a carichi più pesanti.
Il panorama dei competitor è molto ampio e il ruolo del software sarà sempre più centrale. Resta da vedere se emergeranno player specializzati esclusivamente nel software, ma è certo che le sinergie tra hardware e software diventeranno sempre più rilevanti.
L’intralogistica è un fattore abilitante, risolve problemi e crea le condizioni perché si realizzino i processi, i modelli produttivi e quelli di business di imprenditori e industriali di tutto il mondo. Rappresenta inoltre il punto di caduta di moltissime tecnologie che attraverso attenti processi di technology transfer sono riadattate e utilizzate all’interno dei nostri magazzini.
Questo blog, lanciato e curato da INTRALOGISTICA ITALIA, si pone come il luogo dove questi due aspetti si ritrovano. Analizzeremo l’evoluzione dei settori a cui le aziende provider offrono prodotti e soluzioni di nuova generazione. Lo faremo scandagliando le nuove tecnologie cercando di capire come i singoli provider le stanno declinando nell’ottica di offrire un servizio sempre migliore ai propri clienti.