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Lo sviluppo della consegna con i droni sta trasformando in profondità la catena della distribuzione oltreoceano.
Con conseguenze che non tarderanno a manifestarsi anche nei nostri Paesi.
Sul finire del mese di dicembre, la sospensione del progetto Prime Air di Drone Delivery ha guadagnato le prime pagine di tutti i giornali. Molto si è detto e scritto sull’argomento: che lo stop sarebbe stato motivato da attriti fra Amazon e le istituzioni italiane su temi tributari, che le normative locali sono ancora troppo incerte, che il mercato non è ancora maturo per una attuazione efficace del progetto. Fatto sta che dovrà passare ancora parecchio tempo prima che i cieli italiani siano solcati dagli UAV (Unmanned Aerial Vehicles) incaricati di consegnare i pacchetti a domicilio.
Stando ai dati ufficiali, oggi sono già 120 gli store della catena retail dotati di una infrastruttura di consegna con droni; un numero destinato a crescere di più del doppio, se si considera che l’obiettivo delle due parti è arrivare a 270 punti di vendita “drone-enabled” entro il 2027 –per una platea di più di 40 milioni di potenziali clienti.

Punto vendita di Walmart: l’area dei droni sorge accanto al parcheggio

Oltre gli annunci, quel che conta sono naturalmente i dati di vendita e le ripercussioni che questi avranno sull’organizzazione della catena distributiva per il retail. Nel comunicato stampa che accompagna la notizia del nuovo accordo, il CEO di Wing ha dichiarato che, nelle regioni coperte dall’accordo, “il 25% dei clienti sfrutta il servizio di consegna con droni fino a tre volte alla settimana”; e che “il volume complessivo delle consegne è triplicato nel corso dell’ultimo semestre”.
Dal canto suo, Walmart sottolinea l’efficacia del servizio in termini di marketing e fidelizzazione della clientela. “La consegna con i droni è un elemento chiave che ci permette di raggiungere i nostri clienti con precisione ed efficienza: con tempi di delivery contenuti entro pochi minuti, diamo loro quello che desiderano nel momento in cui lo desiderano”.
Naturalmente non tutti i beni movimentati possono essere consegnati tramite drone. Ma la lista delle referenze è illuminante, perché incrocia alcuni dei settori in cui – anche alle nostre latitudini – è più forte l’interesse per l’automazione della logistica – a partire da medicinali e food (perfino le uova, dichiara trionfante il marketing di Walmart).
Lo sviluppo di questi paradigmi di consegna sta trasformando in profondità la catena della distribuzione oltreoceano. Con conseguenze che non tarderanno a manifestarsi anche nei nostri Paesi. La micro-logistica, ad esempio, è già oggi una realtà consolidata in molti territori. Ed è probabile che settori ad alta criticità – come quello della consegna dei medicinali a domicilio – possano sviluppare più velocemente di altri norme ad hoc che facciano da apripista ad un ulteriore sviluppo del settore.