In un momento in cui l’economia del Paese è in forte difficoltà, un bilancio in crescita fa certamente notizia. Tanto più se – come nel caso di Eurofork, azienda del Torinese leader mondiale nel proprio settore – ai saldi positivi si accompagnano l’inaugurazione di una nuova sede futuristica, una crescita significativa delle assunzioni e progetti dichiarati di una ulteriore espansione.

Accompagnata da queste straordinarie premesse, Eurofork è stata protagonista di un imponente servizio a firma di Diego Longhin che la redazione di Repubblica ha voluto dedicare il 23 marzo scorso all’impresa guidata da Maurizio Traversa.
Il servizio prende le mosse da una constatazione che, come scrive Longhin, «(…) ti spiazza. Mentre (quasi) tutto i mondo era fermo, in provincia di Torino, tra Macello, sede del vecchio stabilimento, e Roletto, dove si trovano i nuovi impianti ipertecnologici, andavano e venivano Tir e bilici per spostare il materiale della Eurofork». I viaggi erano quelli per mezzo dei quali l’intera struttura di Eurofork si è trasferita, in pieno lockdown del 2020, nella nuova sede di cui abbiamo testimoniato su queste pagine l’inaugurazione.

Uno sguardo sempre propositivo

La scelta di procedere con il trasloco, spiega Traversa al cronista di Repubblica, è sorprendente solo in parte.
«O si faceva il trasloco – si legge in un altro passo del servizio – o si faceva cassa integrazione. Credo che sia stato meglio per tutti fare il trasloco». Una affermazione, questa, che tradisce lo spirito propositivo che da sempre anima le attività e l’attitudine di Eurofork – se si vuole, quel “DNA aziendale” che ha permesso alla realtà nata 20 anni fa a Macello di conquistare una posizione di prima linea sui mercati internazionali con un prodotto avveniristico e in continua evoluzione.

Che questo continui ad accadere è testimoniato dai numeri straordinari con cui Eurofork ha chiuso il 2020. Nell’anno dei grandi lockdown, l’azienda di Roletto ha registrato una crescita del 17 per cento del fatturato, passando da 20 a 23 milioni e mezzo di euro. E attirando nel frattempo una ventina di nuovi dipendenti, che si sono sommati alla forza-lavoro esistente per costituire una compagine di quasi cento addetti.

Eurofork | eSmartShuttle

Il ruolo della tecnologia

Nella crescita vertiginosa di Eurofork un ruolo importante è costituito dalla tecnologia. Che ha molte facce. Se da un lato la tecnologia è alla base stessa dei prodotti che hanno fatto di Eurofork un marchio globale (le forcole telescopiche che si sono successivamente evolute in «un oggetto innovativo, in uno “e-smartshuttle”, un sistema a doppia navetta dotato di wi-fi e batteria al litio che consente di automatizzare magazzini alti sino a 44 metri»), d’altra parte proprio la tecnologia è stata il fulcro sul quale si è sviluppata l’attività durante i lunghi mesi delle restrizioni da COVID-19.

In un mondo in larga parte paralizzato da quarantene, rischi di multe e blocco degli spostamenti internazionali, la vendita, l’istallazione e l’assistenza di un prodotto che viene esportato per l’80 per cento della produzione avrebbero potuto portare al blocco totale delle attività. Invece, come chiarisce Traversa in un altro passaggio dell’intervista, «installiamo e governiamo il tutto da casa, a distanza, grazie ai partner che abbiamo in loco e alla realtà aumentata che ci permette di intervenire a distanza. Cosa che avevamo già iniziato a programmare prima della pandemia, ma il Covid ha accelerato il processo. Così abbiamo deciso di fare il salto subito».

Eurofork | Forcole telescopiche

Guardando al futuro

Nel servizio non si manca di rilevare come, anche soltanto 10 anni fa, il fatturato di Eurofork fosse di “appena” 3,6 milioni di euro. Logico quindi volgere lo sguardo in avanti per chiedersi dove si posizionerà l’azienda nel futuro prossimo.
«Oggi – conclude Traversa – raccogliamo i frutti di scelte strategiche fatte quattro cinque anni fa». E di conseguenza la strada dell’immediato futuro è già ampiamente tracciata. Ma, sottolinea l’Amministratore Delegato di Eurofork, per continuare a crescere bisogna investire, bisogna tornare a viaggiare – perché il contatto umano è fondamentale – e bisogna sfruttare al massimo i fondi del Recovery su sviluppo, industria, formazione, innovazione e tecnologia.

 

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