L’irrompere di nuove tecnologie, le numerose sfide imposte ai mercati globali dalla pandemia, le tensioni provocate sullo scacchiere logistico dai blocchi che hanno interessato gli snodi critici del Canale di Suez e di alcuni grandi porti sono solo alcuni dei driver che hanno provocato una forte impennata nell’evoluzione dell’intralogistica. Il settore è uno dei primi protagonisti del processo di digitalizzazione che sta spostando il focus dall’hardware al software. Nell’ampia e articolata riflessione che dedica all’evoluzione di queste dinamiche, L’Industriameccanica disegna la fisionomia del futuro dell’intralogistica, con uno sguardo accentuato sui protagonisti del mercato italiano.

L’effetto della digitalizzazione

“(…) l’intelligenza contenuta all’interno del software”, spiega ad esempio l’As/Rs Product Manager del gruppo Elettric 80, Alberto Lodini, “permette di eliminare bottleneck e single point of failure, di incrementare la sicurezza e l’efficienza dei processi, di garantire nel tempo le performance grazie alla flessibilità delle soluzioni, dando vita a nuovi modelli di business con workflow automatizzati che permettono di tenere il passo dei cambiamenti, raggiungere gli obiettivi definendo le priorità e rispondere alle esigenze dei clienti».

“Automazione, integrazione, tecnologia IoT, sistemi di Intelligenza artificiale, Data Analytics sono già oggi strumenti che tante aziende utilizzano per una gestione del magazzino più efficiente, sicura e smart, in linea con le richieste di un mercato in veloce e continua evoluzione. Per questo, aggiunge Otello Dalla Rosa, Direttore Generale di Ferretto Group, “pur continuando a offrire una gamma di soluzioni complete per tutti i sistemi di magazzinaggio, negli ultimi anni abbiamo spinto con decisione sull’automazione. E continueremo a farlo, visto anche un trend di sviluppo del settore che in Europa continuerà a  crescere nei prossimi anni a tassi superiori a quelli della crescita del Pil, grazie anche alle risorse del Recovery Plan e alla spinta verso Industria 4.0».

LCS - Magazzino automatico

Software e dati tornano centrali anche per Gianni Togni, vicepresidente di Automha, che sottolinea il momento di passaggio che stiamo vivendo e anticipa il ruolo sempre più strategico del magazzino. «La digitalizzazione sta letteralmente cambiando la logistica portando miglioramenti ai processi grazie all’immediatezza e alla disponibilità del dato, facendo così si ottiene più tracciabilità, incrementando la qualità e l’efficienza. L’analisi dei Kpi e il monitoraggio costante dei processi può essere efficiente solo se a monte tutte le informazioni sono rese di dominio dell’azienda e non del singolo reparto, permettendo quindi un controllo di gestione e dei flussi verificato e bilanciato».

In un’ottica di piena standardizzazione lavora Modula che, rimasta all’interno di una business unit del gruppo System Logistics fino al 2015, si è sganciata diventando una SpA, come ad evidenziare la crescente importanza del settore. Oggi, con un fatturato che oscilla tra i 163 milioni del 2019 e i 138 del 2020, vende circa 2.500 macchine per 1.500 clienti. Ha anche diversi cluster settoriali che rispondono a classi di problemi/esigenze fra i più diversi, con macchine che vanno dai 40mila ai 100mila euro, ma senza soluzioni super customizzate, come ha spiegato il Ceo Massimiliano Gigli.

L’idea del “vestito imbastito”, poi completato con le soluzioni che più rispondono alle necessità del cliente, è sviluppata anche da Lcs. «Un magazzino automatico è come un’automobile», spiega la sales engineer Emanuela Baracchetti, «può costare dai 50mila ai 500mila euro, tutto dipende da quali sono aspettative e performance richieste. Noi progettiamo insieme al cliente, sviluppiamo internamente il software a tutti i livelli gerarchici e acquistiamo da partner selezionati le parti meccaniche e le componenti che servono a creare questo mosaico eterogeneo che viene progettato in Lcs. Un esempio su tutti: la scaffalatura o la rulliera vengono acquistate sul mercato su nostre indicazioni e diamo poi il magazzino chiavi in mano completo di manutenzione ordinaria e straordinaria».

Ferretto Group - Picking automatico

Cambia il ruolo del magazzino

Nell’evoluzione di tutti questi processi, anche il magazzino ha visto modificarsi il proprio ruolo. Oggi rappresenta lo spazio attorno al quale si costituisce il processo produttivo in cui è integrato. L’impressione è che il just in time sia così connaturato nel modello di business dell’industria dal superare l’idea stessa di magazzino. Tutti, infatti, tendono a scaricare la flessibilità sulla supply chain in un gioco di rimbalzo che ha la conseguenza, portata all’estremo, di cancellare il concetto di pallet. E così, l’unità di misura che qualche decina di anni fa era il bancale è diventata prima il pallet, poi il singolo pezzo, con la necessità di un’automazione spinta che racchiude in sé passaggi rapidi veloci e precisi e una conoscenza perfetta della disposizione degli oggetti in magazzino. Distribuzione in magazzino che raggiunge il suo culmine dentro realtà come Amazon, dove, dietro a un’apparente casualità, si nascondono algoritmi che connettono i prodotti in modo da affiancare quelli che più si vendono “correlati” in modo da velocizzare ulteriormente la presa.

 

Picking e Intelligenza Artificiale

«Uno degli ambiti di sviluppo tecnologico più significativi per rispondere a queste esigenze dal punto di vista della robotica e del software, spiega Alberto Lodini, è relativo ai sistemi di picking. Ossia: sistemi di preparazioni di ordini misti, completamente automatizzati o che combinano attività automatiche e manuali. L’order picking system ricopre un ruolo essenziale per aumentare i volumi garantendo maggiore precisione e velocità delle operazioni, oltre a incrementare la sicurezza per le persone. Permette di massimizzare il prelievo di merci, semilavorati e prodotti finiti dal magazzino, di accelerare i processi di movimentazione delle unità di carico, ottimizzando costi, consumi, riducendo gli errori e il carbon footprint. I vantaggi connessi all’implementazione di questa soluzione intralogistica sono dunque innumerevoli: garantiscono massima flessibilità per rispondere in modo efficiente ai cambiamenti di mercato e scalabilità per incrementare le performance dell’impianto».

«Questa trasformazione prevede l’introduzione di molta intelligenza in magazzino – continua Gianni Togni di Automha – non solo nell’avere mezzi a guida autonoma, e nel favorire assistenza da remoto, ma anche nella capacità di implementare un sistema di manutenzione predittiva sull’impianto, in modo da poter programmare per tempo gli stop»

 

Continua a leggere su l’INDUSTRIAMECCANICA

 

Hannover Fairs International GmbH | Fiera di Hannover | Via Paleocapa, 1 MILANO - P.IVA 08082840961 | tel. 02 70633292 | info@hfitaly.com | Privacy Policy | Informativa sui Cookie