Il nuovo Codice doganale Comunitario è in vigore dal 1° maggio 2016.

Con l’espressione “origine preferenziale” si intende l’origine delle merci riferita a specifici accordi commerciali siglati dall’Unione Europea con determinati Paesi in forza dei quali, alle merci che presentano le necessarie caratteristiche, viene consentita l’esenzione o una riduzione daziaria all’atto dell’importazione dei beni nel Paese di destino. Le regole, va da sé, variano da Paese a Paese, a seconda degli accordi siglati (o non siglati) a livello comunitario.
Ad ogni buon conto, tali regolamentazioni sono più restrittive di quelle previste dal Codice doganale Comunitario in merito all’origine non preferenziale.

Il Codice Doganale Comunitario

Il suddetto Codice è stato modificato tre anni fa circa, entrando in vigore il 1 maggio 2016. Come già precisato, esso ha il compito di fissare le linee guida dei principi doganali da applicare in tutta l’Unione Europea e rimanda a due successivi regolamenti, rispettivamente il 2446/2015 e 2447/2016 gli aspetti operativi.
Diverse sono le novità introdotte dal nuovo regolamento, che è andato a modificare soprattutto il tema dell’origine preferenziale delle merci e la dichiarazione che il fornitore deve rilasciare all’esportatore stesso.

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