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Pharma Logistics: quando l’automazione fa star bene

 

6 minuti di lettura

I primi freddi sono ormai alle porte – e con loro le malattie di stagione. L’industria è pronta a fornire tutti i farmaci che si renderanno necessari, facendo fronte senza difficoltà ai picchi della domanda. La gestione del periodo influenzale, infatti, non è che uno dei tanti alti e bassi di un comparto da sempre abituato a reagire in modo tempestivo a cambiamenti repentini degli scenari.

Cos’è la logistica farmaceutica e perché è così strategica

Vista da fuori, la logistica del settore farmaceutico è quasi invisibile: e questo è già un indicatore eccellente della sua efficienza. I furgoni marchiati con la scritta “consegna medicinali” non sono un avvistamento comune sulle strade; eppure gli stoccaggi di ospedali e farmacie e le scorte di farmaci da banco nella GDO sono sempre su livelli soddisfacenti. Anche negli episodi di shortage legati a urgenze particolari, il rifornimento avviene sempre entro poche ore.

Un severo corpus di norme italiane e comunitarie regola la distribuzione dei farmaci su scala nazionale ed europea. Eccone alcune a titolo di esempio:

Disponibilità delle scorte strategiche


I farmaci di prima necessità – ivi compresi i farmaci per malattie rare, gli antidoti e più in generale le preparazioni essenziali per le quali non sussistono condizioni di mercato favorevoli – devono sempre essere disponibili nelle giuste quantità nello stock nazionale. La lista dei farmaci “obbligatori” è preparata su indicazioni del Ministero della Salute e inclusa nella Farmacopea Ufficiale consultabile in tutte le farmacie.


Tempestività delle consegne

Il Time to Market dei farmaci è un altro fattore altamente regolamentato. Secondo il Rapporto Nazionale AIFA, nella maggior parte dei casi la consegna di una determinata prescrizione non va oltre le 2 ore e mezza dalla ricezione dell’ordine.


Vastità
delle referenze

I principi attivi si presentano spesso in forme e dosaggi diversi. Sospensioni orali, compresse, sciroppi, fiale per iniezioni, aerosol… ogni formulazione comporta specifiche modalità di conservazione e packaging dedicato.

Stoccaggio
differenziato


C’è farmaco e farmaco. Alcune preparazioni devono essere conservate in regime di temperatura controllata. Altre sono assimilabili agli alimentari a lunga scadenza. Altre ancora sono classificate come materiali pericolosi e impongono protocolli di sorveglianza, stoccaggio e trasporto speciali.


Distribuzione differenziata su base regionale


In un quadro normativo ampiamente influenzato dalle norme sull’autonomia, le Regioni – che hanno competenza sulla gestione dei bandi di acquisto dei farmaci – scelgono individualmente se procedere per acquisto diretto, acquisto mediato tramite distributori o grossisti, aziende sanitarie, aziende capofila, etc… Tutto ciò porta ad un orizzonte frammentato con procedure differenziate su aree geografiche altrimenti omogenee.


Obbligo
della tracciabilità

L’efficacia dei farmaci – e in alcuni casi la loro non tossicità – è legata alle condizioni di conservazione e alla loro naturale scadenza. Per questo agli operatori si richiede di tracciare in dettaglio la “vita” di ciascun prodotto distribuito.

Automazione e digitalizzazione fanno la differenza

In questo quadro complesso, l’automazione – soprattutto se progettata con una prospettiva modulare – è una vera e propria ancora di salvataggio e un componente insostituibile del business.

“Se si considera il tema della tracciabilità, ad esempio” – ci ha raccontato Camilla Silipigni di LCS GROUP, espositore di INTRALOGISTICA ITALIA – “si deve rilevare che il barcode classico è molto limitato. Fino a quando non saranno adottati sistemi innovativi alla base del dato (come le soluzioni RFID o il JustOne Data Bar, che include anche scadenza e lotto di produzione), il tracciamento completo sarà possibile soltanto attraverso la collaborazione di strumenti frammentari”. Un’integrazione hardware/software che solo la logistica interna, con il suo estendersi dalle linee di produzione alle sponde dei camion incaricati del delivery, è in grado di offrire.

I numeri del settore farmaceutico italiano

La gestione di processi così complessi richiede investimenti impegnativi. Ma i contorni economici di questo settore sono tutt’altro che esigui; insieme alle sue importanti prospettive di crescita fanno della logistica per il pharma una delle next big things a cui guardare con attenzione.

Confronto fra andamento del PIL italiano ed export italiano di farmaci, 2015-2024

Secondo i dati Farmindustria, il comparto manifatturiero italiano del farmaco ha fatto registrare nel 2024 nuovi record per produzione (56 miliardi di euro) ed export (54 miliardi di euro).

L’industria farmaceutica è oggi la prima nel Belpaese per aumento dell’export (+157% negli ultimi 10 anni) e cresce dieci volte più del PIL (+18% dal 2022 ad oggi).

Secondo quanto dichiarato durante l’assemblea Farmindustria del luglio scorso, gli addetti del settore nel 2024 ammontavano a 71.000 unità, con un incremento dell’8% negli ultimi 5 anni. Il manifatturiero farmaceutico assume molti giovani (+21% degli under 35 nel periodo di osservazione) e genera molta occupazione femminile (45% del totale).

Andamento dell’export italiano di farmaci, 2015-2024.
Fonte: Farmindustria

Andamento del PIL italiano, 2015-2024.
Fonte: ISTAT / Tradingeconomics


Nel primo semestre di quest’anno, complice l’incertezza sui dazi USA che ha spinto molti importatori ad accelerare sulle scorte, l’export italiano ha registrato un ulteriore +40% di crescita. 

In sintesi, il comparto del farmaco vale il 12% del manifatturiero italiano. Un dato che, alla luce delle traiettorie demografiche, è destinato a crescere ulteriormente.

Valore percentuale del comparto farmaceutico (12%) sul totale manufatturiero italiano.

Speranza di vita, benessere, export: le basi della crescita

Secondo l’ISTAT, l’età media della popolazione italiana (46,8 anni) è ai massimi storici. Viviamo comunque meglio che in passato: il 37,8% degli over 65 del nostro Paese gode di buona salute. Nel 2009, sempre secondo l’ISTAT, le persone in questa condizione non arrivavano al 30%. 

Ma c’è di più: oggi gli over 65 si tengono in esercizio e conducono stili di vita attiva: il 16,4% pratica sport regolarmente – contro il 6,7% di quindici anni fa.

Questi numeri sono allo stesso tempo causa ed effetto del successo del mondo farmaceutico: la maggiore disponibilità di farmaci efficaci garantisce un più diffuso benessere. Come evidenzia il grafico dell’andamento delle DDD (dosi medie giornaliere) in relazione alla fascia d’età di appartenenza, questo a sua volta genera una domanda più pronunciata nelle frange di popolazione più anziana.

DDD per 1.000 abitanti

Andamento delle dosi medie giornaliere in funzione dell’età. Dato numerico per 1.000 abitanti. Fonte: AIFA

Tendenze future: crescita, personalizzazione, dialogo dei sistemi

Le tendenze in atto in ambito scientifico, produttivo e distributivo non fanno che alimentare le prospettive di crescita del settore. Complice la disponibilità di modelli di calcolo sempre più performanti, agenti IA e gemelli digitali per la simulazione delle cure, il comparto manifatturiero sta spingendo verso la produzione di medicinali personalizzati, su misura per le esigenze del singolo paziente. 

Tutto ciò comporterà una modifica, peraltro parzialmente già in atto, su come distribuiamo e stocchiamo i medicinali. Farmacie e consumatori finali sono già abituati a gestire consegne personalizzate. Ma la trasformazione deve ancora affermarsi nell’ambito ospedaliero, dove la diffusione delle tecnologie di automazione dei processi è ancora relativamente limitata.

Protocollo VDA 5050

“Una differenza importante” dichiara in proposito Camilla Silipigni  – “la farà senz’altro la diffusione del protocollo VDA 5050: un’interfaccia di comunicazione per i veicoli a guida autonoma (AGV/AMR) che permetterà l’interoperabilità fra macchine anche profondamente diverse, e che sarà un game changer in molti scenari”.

LCS GROUP per Istituto De Angeli

Particolare degli impianti dell’Istituto De Angeli, oggetto di una ristrutturazione che ha migliorato ampiamente le capacità logistiche salvaguardando la Business Continuity. Foto di LCS Group.

Logistica 4.0:
aggiornare o rinnovare gli impianti?

Per far fronte alle nuove sfide, anche gli operatori del comparto farmaceutico devono dotarsi di tecnologie all’avanguardia. La via però non è semplice: se da un lato l’integrazione delle nuove tecnologie sembra imporre una riprogettazione completa delle infrastrutture logistiche, è vero d’altra parte che la maggior parte degli operatori preferisce garantire la Business Continuity e apportare le migliorie tecnologiche agli impianti esistenti senza ridisegnare ex novo il layout dei magazzini.

“In questi casi” conclude Silipigni “la modularità degli impianti si rivela un elemento vincente, perché permette di affrontare anche gli aggiornamenti più complessi con una logica a pacchetto, con interventi mirati e progressivi su singoli elementi. Dove ci sono elementi interscambiabili – come una semplice navetta – si può sostituire temporaneamente l’elemento da aggiornare con un suo gemello, procedere all’upgrade e quindi riportare in produzione la navetta rinnovata. In questo modo la Business Continuity è tutelata al massimo grado, e l’impianto si mantiene in linea con gli standard più elevati”.

La Fiera come acceleratore d’innovazione

È interessante osservare come molte delle tecnologie di punta del settore siano nate nel contesto fieristico. Una su tutte: il protocollo VDA 5050, che si deve all’interazione fra l’associazione tedesca dell’industria automobilistica (VDA) e l’associazione tedesca VDMA, rappresentativa dell’industria europea del Materials Handling e dell’Intralogistica. Entrambe sono partner storici di Deutsche Messe AG (organizzatore, tramite la filiale italiana, di INTRALOGISTICA ITALIA); entrambe inoltre partecipano da anni alla costruzione della proposta fieristica che accompagna l’evoluzione del settore. 

Solo in Fiera, infatti, è possibile prendere visione delle tecnologie emergenti e toccare con mano le soluzioni più avanzate. Solo in Fiera sono presenti contemporaneamente tutti gli attori del settore – dai produttori agli utilizzatori finali, dai progettisti ai regolatori. Ed è quindi la Fiera il luogo dove prendono l’avvio i confronti e i dialoghi capaci di trasformare il futuro.

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