INTRALOGISTICA ITALIA

Sicurezza: incombenza o ASSET STRATEGICO?

 

Meno costi, più ricavi: la safety è un vero affare

 

6 minuti di lettura

La sicurezza dei magazzini occupa stabilmente un posto d’onore sulle testate specializzate e spesso guadagna una posizione di rilievo anche sulla stampa generalista. È una materia in rapida evoluzione: gli algoritmi di intelligenza artificiale progrediscono su scala quotidiana, e con loro le soluzioni che intrecciano automazione, robotica e sorveglianza e che promettono di sollevare la forza lavoro umana dalle incombenze più faticose e pericolose.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo… il mercato

“Leggendo queste notizie qualcuno potrebbe immaginare che nel giro di pochi anni i magazzini tradizionali spariscano del tutto in favore di quelli a luci spente, privi di operatori umani”, esordisce Pietro Lanfranconi, Technical Account Manager di RITE-HITE Italia. “Ma non è così semplice. La realtà infatti, specie quella italiana, è fatta di piani sovrapposti e complementari”.


Nel nostro Paese, grandi multinazionali convivono accanto alla micro-imprenditoria artigianale; e alle attività storiche fanno da contraltare startup e spinoff di centri di ricerca. Disponibilità economica e propensione agli investimenti di questi soggetti sono ovviamente differenti; di conseguenza l’atteggiamento nei confronti delle soluzioni di automazione e sicurezza – e la loro diffusione – varia notevolmente persino nel medesimo distretto industriale.

In altre parole, lo stato dell’arte in tema di automazione e sicurezza non è la norma: occorre infatti molto tempo perché le tecnologie di ultima generazione si diffondano in maniera capillare. Anche perché spesso non ci sono le condizioni materiali per costruire un impianto ex-novo, ma occorre adattare le nuove soluzioni al magazzino esistente.

Green Field vs. Brown Field

“Il contesto ideale per sviluppare soluzioni avveniristiche”, prosegue Lanfranconi, “è ovviamente quello che chiamiamo comunemente Green Field: un progetto che parte da zero sul quale si ha di fatto carta bianca. Ciò che però sperimentiamo quotidianamente è che la maggior parte degli interventi avvengono in contesti Brown Field, con una logica quindi di aggiornamento degli impianti esistenti”. 

In tutti questi casi, l’automazione più avanzata deve fare i conti con caratteristiche dell’installato, procedure aziendali rodate e skill della forza-lavoro. E questo, dal punto di vista della sicurezza, rappresenta una bella sfida e un costo non indifferente.

Monitoraggio del magazzino

Sistemi di monitoraggio dei rischi basati su soluzioni AI vengono sempre più spesso integrati in magazzini già esistenti attraverso layer WMS dedicati.

Sicurezza e TCO: 
follow the money!

“Adattare l’automazione è sempre più complesso e costoso”, conferma Lanfranconi, “perché bisogna cucire una soluzione su misura su processi già esistenti, se non addirittura vecchi, modificando ad hoc hardware e software”. Ma anche così, gli investimenti in questo settore si ripagano bene e in tempi relativamente rapidi.

A fare la differenza è in gran parte proprio la sicurezza. In un magazzino dotato di elevati standard di safety si osservano infatti fenomeni come:

  • riduzione degli incidenti
  • interventi di manutenzione predittiva, pianificabili in extra-time che non impattano sull’operatività aziendale
  • annullamento quasi totale dei tempi morti dovuti a stop per incidenti e/o malfunzionamenti degli impianti
  • riduzione dei costi assicurativi

“Secondo la nostra esperienza”, chiosa Lanfranconi, “gli investimenti oggi vengono affrontati in ragione di un ROI che può estendersi al massimo a 5 anni. Questo pone un freno all’adozione dei sistemi più complessi e costosi. Oggi sul mercato sono disponibili soluzioni magnifiche, tecnicamente complesse, che però prevedono tempi di ritorno dell’investimento troppo estesi, e che quindi non vengono adottate”. 

Dal punto di vista degli utilizzatori finali, però, una finestra di ROI più breve permette di guardare ai bilanci con più tranquillità. “Automazione e sicurezza hanno sempre un grosso impatto in termini di investimento iniziale; ma sono sempre più numerose le aziende che preferiscono affrontare una spesa certa, anche se significativa, per vedere con maggiore chiarezza il piano dei costi degli anni seguenti”.

ROI e impatto gestione della sicurezza

In uno scenario di investimento su soluzioni AI per l’ottimizzazione della supply chain, l’impatto del comparto della sicurezza rappresenta una delle voci più significative in termini percentuali. Simulazione di calcolo di ritorno dell’investimento su 5 anni.  Elaborazione INTRALOGISTICA ITALIA su dati MLvda.

Automazione, sicurezza e shortage di manodopera

Nella delicata equazione di ROI e TCO rientrano evidentemente anche l’impatto degli incidenti (con i costi addentellati: fermo impianto, danni, costi assicurativi, etc.) e costo della manodopera. Anche in virtù di un curioso meccanismo di retroazione positiva.

“Come azienda dedita alla sicurezza, siamo ovviamente favorevoli all’automazione”, spiega Lanfranconi. “Quando toglie personale dalle mansioni più pericolose, infatti, l’automazione sta già riducendo i rischi potenziali. E sta spostando la forza lavoro a ruoli diversi, perché tutti i sistemi – specialmente i più complessi – richiedono sempre una costante supervisione umana”. 

In molti casi, quindi, i blue collar si trasformano in white collar.
“In questa fase storica cerchiamo di attrarre personale e competenze, in modo che tutte queste macchine vengano supervisionate nella maniera corretta. In sostanza, a cambiare è la natura dell’intervento dell’essere umano: si passa dal mettere le mani al verificare che tutto funzioni nel modo migliore”.

La trasformazione dei ruoli è a sua volta un driver importante del cambiamento: “I lavoratori, a fronte della rivoluzione tecnologica in atto, sono sempre più specializzati in ruoli di supervisione. È quindi sempre più difficile – e costoso – trovare personale che lavori alla vecchia maniera. Di conseguenza le aziende, soprattutto quelle più grandi e strutturate, spingono per l’automazione totale”.

Intelligenza Artificiale e investimenti

In questo processo, un ruolo-chiave è ricoperto dalle soluzioni di Intelligenza Artificiale, per le quali si prospetta un futuro di crescita spettacolare nel settore della logistica interna. Secondo proiezioni pubblicate da Fortune Business, il valore del mercato globale delle soluzioni AI per la logistica interna, che a fine 2025 ammontava a circa 12,7 miliardi di dollari, è destinato a raggiungere la cifra di 83,4 miliardi entro il 2034: una vera e propria esplosione che si misura con un tasso di crescita annuale (CAGR) superiore al 23%.

Soluzioni AI per la logistica interna: proiezioni di crescita del mercato globale, 2025-2034

Soluzioni AI per la logistica interna: proiezione di crescita del volume di mercato globale.
Per il 2034, Fortune Business si attende una crescita a 83,4 miliardi di $ (dai 12,7 Miliardi di $ attuali).

Di fatto non c’è praticamente angolo del magazzino che non possa trarre beneficio dall’adozione di sistemi legati all’AI. Un piccolo elenco non esaustivo: dal monitoraggio dei flussi alla loro ottimizzazione, dalla disposizione intelligente delle merci in magazzino all’ottimizzazione dei percorsi dei picker, dal controllo preventivo dei comportamenti potenzialmente rischiosi all’ottimizzazione delle risorse energetiche, dalla manutenzione predittiva alle analisi di performance…

Sviluppo e adozione di queste funzionalità sono però legati a doppio filo al rispetto dei complessi regolamenti che normano il settore – primi fra tutti il Cyber Resilience Act e l’AI Act.

Global Wheel Lock

Particolare del pannello di controllo del sistema di blocco camion
Global Wheel Lok di RITE HITE.

“Lo sviluppo lato software è oggettivamente la parte più complessa del nostro lavoro”, conferma Lanfranconi. “Rite Hite nasce come produttore americano di rampe di carico e portoni; oggi è ancora protagonista perché si è continuamente rinnovata in relazione all’evoluzione dei mercati. Lavoriamo ogni giorno con partner che trattano automazione pura; di conseguenza i nostri prodotti sono già in dialogo con altri sistemi (automazione di magazzino, carrelli laser-guidati, etc) in un’ottica di sicurezza. Nelle sue implementazioni più avanzate, ad esempio, il nostro sistema di bloccaggio camion obbedisce ad una catena di interblocchi che dipendono dalla lettura di determinate azioni degli LGV”.

“Il software che forniamo oggi è un sinottico di gestione della baia di carico che comunica con i WMS. Ma lavoriamo anche su verticalizzazioni molto avanzate: abbiamo ora in fase di conclusione un progetto per la ripresa di carico nel bilico. Lo sviluppo di questo pacchetto è stato piuttosto semplice sul lato hardware – si trattava in fondo di gestire un gruppo di sensori e di telecamere – ma estremamente complesso sul fronte della gestione degli accessi. Abbiamo dovuto rispettare alla lettera il severo protocollo ISA95; e devo riconoscere che quando ci si addentra sul territorio di regolamenti tecnici e certificazioni, che sono in gran parte di recente istituzione, è difficile persino trovare professionisti competenti”.

La Fiera: un “viaggio nel tempo” alla scoperta del futuro

In queste condizioni, prevedere l’evoluzione del settore è difficilissimo, per non dire proibitivo. Ma per fortuna, sottolinea Lanfranconi, le imprese hanno un grande alleato nella Fiera.

“Di solito la fiera è un luogo che attira persone esperte. È quindi uno strumento efficacissimo per ricavare informazioni e imparare cose nuove. Poiché uno dei temi più importanti, in chiave strategica, è proprio l’aggiornamento sull’evoluzione del mercato, ecco che la Fiera – e nello specifico INTRALOGISTICA ITALIA – diventa per noi un momento cruciale e irrinunciabile. Fra gli stand, nei dialoghi con visitatori ed espositori, a margine dei convegni riusciamo ad accumulare in pochi giorni conoscenze e informazioni che altrimenti richiederebbero molto tempo in più”. 

INTRALOGISTICA ITALIA 2025: consegna della targa a RITE HITE per i 10 anni come espositore

INTRALOGISTICA ITALIA 2025: consegna della targa di benemerenza a RITE HITE per la presenza continua nei 10 anni della manifestazione.

A proposito delle soluzioni RITE HITE

Trasporto su gomma

Ogni anno, 15 miliardi di tonnellate di merci sono trasportate sulla rete stradale dell’UE; e secondo tutte le stime, questo volume è in aumento.

I pericoli della baia

Secondo le statistiche sugli incidenti nei magazzini, la baia di carico è uno dei luoghi più pericolosi del magazzino.

20.000 unità

Dal 1987 ad oggi, RITE-HITE ha installato oltre 20.000 unità Global Wheel Lok nel mondo.

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